21:32 15 Gennaio 2021
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Ipotesi di decreto ad hoc per Natale, con restrizioni mirate agli spostamenti tra il 21 dicembre e il 6 gennaio. Spostamenti fra regioni solo per chi deve rientrare al suo domicilio o residenza.

La linea dura dei rigoristi prevale sugli "aperturisti" durante il confronto tra il premier Giuseppe Conte e i capi delegazione di maggioranza. L'obiettivo è quello di non vanificare i sacrifici fatti sinora ed evitare una disastrosa terza ondata che potrebbe coincidere con l'inizio della campagna di vaccinazioni. A tal fine il nuovo Dpcm in arrivo il 3 dicembre conterrà delle restrizioni specifiche agli spostamenti fra regioni, anche in fascia gialla, per evitare l'esodo natalizio. 

Bisognerà prepararsi a un Natale senza nonni, con cenoni tra conviventi, all'interno del proprio territorio comunale e al coprifuoco alle 22 persino a Capodanno, secondo quanto riferisce Ansa, citando fonti interne. Lo stop alla mobilità è fortemente voluto dai ministri Roberto Speranza, Francesco Boccia, Dario Franceschini e Alfonso Bonafede per tenere a freno la curva dei contagi e tutelare i soggetti più fragili, come gli anziani, dalle situazioni che li espongono al contagio. 

Spostamenti

Dal 21 dicembre gli spostamenti fra regioni potrebbero essere consentiti solo per i rientri dei residenti o al domicilio, no a ricongiungimenti familiari o per raggiungere le seconde case. Si valuta l'ipotesi di autorizzare gli spostamenti tra Regioni gialle per ricongiungersi con i “parenti di primo grado“. Prevista inoltre una stretta sulla mobilità fra comuni il 25, 26 dicembre e 1 gennaio. 

Dpcm ad hoc per il Natale

Altre misure potrebbero arrivare in uno specifico dpcm ad hoc per il Natale, per dare una copertura normativa alle restrizioni delle libertà personali tra il 21 dicembre e il 6 gennaio. Tra le ipotesi prese in considerazione anche quella di spostare la messa di Natale alle 20 del 24 dicembre, su cui il governo si sta confrontando con la Cei. 

Nessuna stretta, invece, sui cenoni, nessun numero massimo di invitati, ma resta la raccomandazione a festeggiare tra conviventi. Il pranzo di Natale e Santo Stefano potrà essere consumato al ristorante.

Ristoranti e alberghi

Gli aperturisti, infatti, ottengono l'apertura dei ristoranti a pranzo il 25 e il 26 dicembre, anche se resta ferma la chiusura dei locali alle 18 e il coprifuoco alle 22 nei festivi, inclusa la vigilia di Capodanno.

Prevista l'apertura degli alberghi di montagna che potranno ospitare turisti, ma dovranno chiudere i ristoranti il 31 dicembre, concedendo agli ospiti solo il servizio in camera. 

Sci e crociere

Confermato lo stop agli impianti sciistici e alle crociere, nonostante la contrarietà delle regioni che nell'ultima riunione hanno presentato delle proposte per salvare le attività di montagna.

Scuola

Sul fronte scuola sembra confermata la chiusura, ma si valuta un "rientro simbolico" il 14 dicembre per gli studenti delle scuole superiori. Sarà il Cts ad avere l'ultima parola.

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Giuseppe Conte, Natale, Coronavirus, Italia
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