22:18 21 Gennaio 2021
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Confermata la diminuzione dei casi ma preoccupa il silenzio con cui si diffonde la malattia. In Italia si stimano 18 mila persone con Hiv ma non sanno di averla, mentre per il 60% la diagnosi arriva a malattia avanzata.

Come ogni anno il primo dicembre si ricorda la Giornata Internazionale della lotta contro l'Aids. Il 2020, anno della pandemia di coronavirus, non fa eccezione e diventa occasione per l'Organizzazione mondiale della Salute (Oms) per richiamare l'attenzione sugli effetti del Covid-19 sui malati di Hiv, soprattutto nei paesi meno ricchi e con sistemi sanitari più fragili. Per questo l'Oms ha deciso che il tema della giornata di quest'anno sarà "Solidarietà globale, responsabilità condivisa”.  

L'epidemia di Hiv in Italia

L'Iss conferma la regressione dell'epidemia in Italia, con i contagi in calo dal 2012. Nel 2019 i contagi sono stati 2531 rispetto ai 3003 del 2018 e ai 4162 del 2012, ma restano alti nelle fasce d'età tra i 25 e i 29 anni. Inoltre, 6 volte su 10 la diagnosi arriva in una fase infezione avanzata, quando si è positivi da molto tempo.

Laboratorio di un centro prevenzione Aids
© Sputnik . Sergei Veniavskiy
L'Aids avanza meno rispetto agli scorsi decenni, ma si diffonde silenziosamente. Il virus dell'Hiv per lungo tempo non dà sintomi e solo un terzo dei contagiati si sottopone ad uno screening alla comparsa delle prime manifestazioni della malattia (in genere febbricola, diarrea, dimagrimento). 

A lanciare l'allarme dalle pagine de Il Fatto Quotidiano è Massimo Andreoni, direttore generale della Società italiana di malattie infettive e tropicali (Simit) e primario di Infettivologia al Policlinico Tor Vergata di Roma. 

"Oggi calcoliamo 18mila persone che vivono in Italia con l’infezione da Hiv ma che non sanno di averla", avverte il professore. 

Il rischio di una diagnosi avvenuta tardivamente, oltre al contagio di altre persone, è che l'organismo non risponda alle terapie o che, per via del sistema immunitario compromesso, si sviluppino polmoniti o tumori correlati all'Aids. 

Andreoni sottolinea che le diagnosi tardive sono in aumento dal 2017. 

Il vaccino

L'Hiv è un virus altamente instabile e muta con una frequenza molto elevata. Questa caratteristica gli permette di sfuggire ad una eventuale immunità provocata da un vaccino. 

"L'Hiv muta anche all’interno del singolo soggetto infettato tanto da esaurire la capacità di risposta del suo sistema immunitario”, spiega Andreoni. 

La scienza sinora non è stata in grado di sviluppare un vaccino efficace o una cura miracolosa contro l'infezione da Hiv. 

Tuttavia sono in corso alcuni studi, già presentati alcune riviste scientifiche, sulla ruolo delle cellule T nella risposta immunitaria all'aggressione del virus. La ricerca ancora si trova ad una fase iniziale e non è stata testata sugli esseri umani.

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Aids, Italia
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