10:28 21 Gennaio 2021
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Il direttore scientifico della Simit invita a non abbassare la guardia e a festeggiare il Natale con "attenzione".

Una liberi tutti per Natale, con migliaia di contagi al giorno, a feste concluse potrebbe avere un costo carissimo in termini di vite umane e ricoveri. Il monito sui disastrosi effetti di una terza ondata arriva dal professor Massimo Andreoni, direttore scientifico delle Società italiana di malattie infettive e tropicali (Simit) e primario di Infettivologia al Policlinico Tor Vergata di Roma, questa mattina ospite ad Agorà su RaiTre. 

"Le libertà che ci siamo presi ad agosto, spiace dirlo in maniera così cruda, ci sono costate più di 5mila morti in questi ultimi mesi", afferma Andreoni.

A Natale non si potrà abbassare la guardia e ripetere l'errore di questa estate, perché se a luglio "c'erano poche decine di casi" giornalieri, adesso "al meglio arriveremo a Natale con 5-10mila casi al giorno. Se lasciamo il virus riprendere, a gennaio pagheremo uno scotto gravissimo in termini sia di ricoveri sia di mortalità", ammonisce. 

La scuola

"Si può anche riaprire la scuola, ma bisogna porre un'attenzione immediata su quello che accade", dice ma è necessario un intervento con provvedimenti tempestivi, perché "non si possono aspettare 20mila casi al giorno per iniziare a fare delle chiusure. Se vediamo che le scuole, e probabilmente questo ahimè accadrà, ridetermineranno una ripresa dei casi, evidentemente dovremo essere pronti a richiudere".

La ripartenza della didattica in presenza potrà avvenire solo "con attenzione grande e maggiore rispetto ai mesi passati", ha affermato ancora Andreoni.

Le chiusure natalizie

Andreoni tocca il tema delle riaperture natalizie, in particolare delle piste da scii e delle violazioni delle misure di contenimento che dovrebbero garantire la convivenza in sicurezza con il virus. 

"E' chiaro che si possono fare molte cose, ma solo se siamo certi che le misure che mettiamo in atto verranno considerate e tenute presenti da tutti. Questo accade? La risposta - osserva Andreoni - purtroppo è no".

Le violazioni e l'incapacità di far rispettare i provvedimenti pregiudicano, secondo l'esperto, la possibilità di riaprire in contesti di possibili assembramenti.

"Abbiamo dimostrato di non essere in grado di far mantenere le misure di contenimento in situazioni in cui ci sono molte persone", osserva Andreoni. Per questa ragione  "le stazioni sciistiche devono stare chiuse", ma questo "non riguarda solo le piste da sci - precisa - ma riguarda mille situazioni che idealmente si potrebbero tenere aperte, mentre in pratica la risposta è no perché abbiamo dimostrato di non essere in grado di controllare e far rispettare le regole".

Il tema delle riaperture per Natale sarà affrontato oggi nella riunione del governo con le regioni in vista del nuovo Dpcm che entrerà in vigore il 3 dicembre. Le regioni spingono verso una riapertura degli impianti di scii e per gli spostamenti interregionali, mentre il governo pensa ad una stretta per evitare l'esodo natalizio.

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Natale, Coronavirus, Italia
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