22:10 15 Gennaio 2021
Italia
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Una soluzione per evitare gli assembramenti nelle piste da sci viene proposta dalle regioni alpine al governo di Roma per tentare un'apertura in sicurezza.

Per cercare di salvare in extremis la stagione sciistica italiana e l'economia le regioni alpine hanno proposto al Governo di restringere l'accesso alle piste sciistiche a coloro che hanno seconde case nelle regioni o che pernotteranno almeno una notte in un hotel del territorio.

n questo modo sarà minore il rischio di assembramento visto il ristretto numero di visitatori.

"Concedere lo skipass a chi ha pernottato in una struttura ricettiva e a chi possiede o prende in affitto una seconda casa consente di controllare al meglio l’afflusso all’impianto sciistico. Il pendolarismo può infatti essere un problema in certe giornate" si legge nella nota firmata dagli Assessori di Piemonte, Valle d’Aosta, Lombardia, Trento, Bolzano, Veneto e Friuli Venezia Giulia.

Secondo quanto affermato dagli assessori, questa proposta permetterebbe una graduale riapertura degli impianti con la possibilità di implementare le misure di sicurezza necessarie.

Apertura della mobilità regionale per consentire gli spostamenti

"La soluzione che proponiamo al Governo Conte permette di avviare la stagione invernale con gradualità, in questo modo si potranno applicare i protocolli di sicurezza che abbiamo approvato lunedì scorso e metterli alla prova, infatti, se consentiamo l’acquisto degli skipass solo a chi ha pernottato in una struttura ricettiva o in una seconda casa saremo in grado di sapere con precisione il numero degli avventori per ogni giorno e in questo modo potremo gestire al meglio l’afflusso e il deflusso agli impianti di risalita. Si tratta di una soluzione ragionevole, da adattare alle esigenze di ciascun territorio. Il Governo ci ascolti, consenta l’apertura degli impianti di risalita con questo criterio e permetta la mobilità regionali" prosegue la nota.

La condizione per l'effettiva messa in atto della proposta sarebbe infatti dare la possibilità di spostamento tra le regioni per coloro che effettuano prenotazioni in hotel di montagna o hanno seconde case.

"La nostra proposta non è legata agli aspetti ludici dello sci e dello svago ma, al contrario, deriva da un'attenzione particolare al mondo del lavoro e all'occupazione che l'industria dello sci genera sui nostri territori montani. Trovare un compromesso con il Governo di Roma per scongiurare una chiusura totale delle località turistiche invernali è d’obbligo, ne va della sopravvivenza della montagna, dei suoi lavoratori e del suo indotto di 20 miliardi" concludono gli assessori.

La proposta arriva dopo la constatazione della differenza di vedute tra i vari stati membri dell'Ue, con la Svizzera che ha già aperto e l'Austria e la Slovenia in procinto di far ripartire gli impianti.

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