02:36 20 Gennaio 2021
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"La partita sui vaccini deve ancora iniziare", ha detto l'ex capo dell'Ema, precisando che le società farmaceutiche non hanno trasmesso alcuna informazione sugli studi di fase 3 all'agenzia europea del Farmaco.

Guido Rasi in un'intervista a Repubblica, rilasciata a pochi giorni dalla conclusione del mandato di 9 anni alla direzione dell'Agenzia Europea dei Medicinali (EMA), esprime i propri dubbi sui comunicati delle società farmaceutiche riguardo l'efficacia dei vaccini candidati contro il Covid-19. 

“95%, 90%, 62%. I dati diffusi dalle aziende sono buoni per il bar dello sport. La partita deve ancora iniziare. E il risultato, sui vaccini, sarà l’Ema a darlo“.

L'ex capo dell'Ema ha affermato che le aziende hanno comunicato alla stampa le informazioni sull'efficacia dei vaccini, ma l'autorità europea non ha ricevuto alcuna informazione specifica sugli studi di fase 3. 

L'Ema “ha valutato la fase uno dei test, quella che esclude la tossicità. Ha anche dato le certificazioni agli impianti di produzione di Moderna, Pfizer e AstraZeneca", ha detto Rasi. Mancano però i dati clinici sulla fase tre, quelli sui volontari che hanno ricevuto il vaccino o il placebo. "Non sono ancora arrivati“, precisa. 

Negli Usa e nel Regno Unito le autorità daranno la luce verde ai vaccini già dalla prima settimana di dicembre. 

“Può darsi che loro abbiano già il materiale. L’Europa no“, commenta Rasi. “Non credo ai dati dalle aziende - prosegue - I regolatori si metteranno al tavolo e rifaranno i calcoli da zero. Anche le cifre così diverse diffuse da AstraZeneca, che vanno dal 62% al 90% a seconda della somministrazione di mezza dose o una dose, verranno riviste. Non credo che le aziende abbiano diffuso notizie troppo diverse dalla realtà, ma nei loro comunicati parlano agli azionisti. L’Ema gioca una partita diversa, che deve ancora iniziare“.

In questa situazione “è difficile ora progettare una strategia vaccinale senza queste informazioni - puntualizza Rasi - L’obiettivo finale resta sempre vaccinare il 70-80% della popolazione per ottenere l’immunità di gregge, ma stabilire a chi dare le prime dosi sarà una scelta cruciale“.

La situazione resta di incertezza sui tempi anche se l'ex dirigente dell'Ema ritiene che per l'inizio del 2021 ci saranno i privi vaccini, almeno 3 o 4. 

L'Europa ha provveduto a sottoscrivere contratti di acquisto anticipato con le società farmaceutiche che hanno avviato gli studi per il vaccino anti-covid. In pochi mesi è stato costituito un portafoglio con 6 candidati vaccini. L'ultimo contratto è stato sottoscritto la scorsa settimana con la biotech statunitense Moderna, che ha recentemente annunciato un'efficacia del vaccino superiore al 90%, testata durante gli studi di fase 3.

Il 2 dicembre, il ministro della Salute Roberto Speranza riferirà in parlamento sul piano strategico per il vaccino. 

 

 

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vaccino, Coronavirus, Italia
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