09:45 24 Gennaio 2021
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Il presidente del Consiglio spiega che la task force che gestirà i fondi in arrivo dall’Europa sarà composta da sei manager indipendenti, uno per ciascun progetto, assistiti da 50 persone. E potrebbe esserci anche un comitato di garanzia, che sovraintenda all’attuazione dei progetti.

“Quei 209 miliardi sono per il nostro Paese la sfida della vita, sarebbe doloroso non arrivare fino in fondo”, ha sottolineato il premier in un colloquio al Corriere, assicurando: “Riusciremo a dare la svolta, con l’Europa abbiamo studiato un percorso a scorrimento veloce del Recovery. Stiamo facendo tantissimo, nonostante il clima di confusione che ogni tanto si alza”.

Riguardo alla governance, su cui oggi Conte farà il punto con i capi delegazione, Conte ha precisato che la cabina di regia, composta dal capo del governo, dal ministro dell’Economia, Roberto Gualtieri, e dal ministro dello Sviluppo Economico, Stefano Patuanelli, “riferirà periodicamente non solo al Consiglio dei ministri ma anche al Parlamento”.

L’organo politico si appoggerà quindi a un comitato esecutivo composto da sei manager, uno per ogni ambito indicato dalla Commissione europea per il Piano di ripresa e resilienza, ossia Digitalizzazione e Innovazione, Transizione ecologica, Salute, Infrastrutture, Istruzione e ricerca e Inclusione sociale e territoriale. Si tratterà di “persone con forti competenze e capacità di coordinamento”, ha assicurato Conte.  

“Dobbiamo coinvolgere il meglio del Paese, individuando 50 nomi per ognuno dei sei team. Non per assegnare centinaia di incarichi, ma per selezionare esperti in grado di seguire passo dopo passo la realizzazione dei lavori. E “la tecnostruttura avrà poteri sostituitivi. Se un progetto ritarda o rischia di essere realizzato male, subentrano i tecnici e commissariano l’opera”, ha sottolineato il premier.

Il presidente promette che la programmazione del Piano sarà all’insegna della partecipazione: “Ci sarà un grande confronto pubblico e coinvolgeremo tutto il Parlamento. Stiamo anche pensando a un comitato di garanzia, che sovrintenda all’attuazione dei progetti e verifichi che le cose stiano andando bene”. Una task force che secondo Conte dovrebbe essere composta da dieci personalità “di altissimo livello”, profili manageriali scelti tra economisti, industriali, esponenti delle professioni e del mondo del lavoro. E sarebbe bello, ha aggiunto, “se questo organismo fosse nominato dal Colle”.

"I progetti del Recovery richiedono rapidità di esecuzione. Non c’è nessun ritardo, siamo in dirittura finale. La Ue con la presidente Ursula von der Leyen ha messo su una struttura con la quale giorno per giorno ci confrontiamo. Il prossimo passaggio richiederà il coraggio di selezionare i progetti migliori e quando arriveremo alla fine saranno già stati esaminati”, ha assicurato.

Nessun rimpasto

Interpellato sulle richieste di rafforzare la squadra di governo, Conte ha risposto: “Stiamo lavorando per impedire che il destino del Paese sia appeso alle sorti dei singoli. Non possiamo rincorrere le ambizioni di qualcuno che spera in ruoli più importanti”. Inoltre, è il ragionamento dell’inquilino di Palazzo Chigi, in un momento in cui il Paese deve unire le forze contro il Covid-19, il Quirinale non permetterebbe di sedersi al tavolo del rimpasto per “soddisfare le ambizioni di qualcuno”.

Conte è convinto che il pressing per il rimpasto parta da Renzi e Di Maio, più che dal Pd e dall’intero M5S. E tiene a smentire che ci sia gelo con il  segretario del Pd, Nicola Zingaretti, riguardo alla governance del Recovery: "Lo sento tutti i giorni e non è vero che non sia d’accordo sulla cabina di regia a tre. Ne avevamo parlato, c’è perfetta coincidenza”. Aggiungendo che, se Zingaretti volesse entrare al governo, lui ne sarebbe felice, ma dubita che lo voglia davvero, perché il doppio incarico farebbe scoppiare la polemica e il leader dem dovrebbe lasciare la guida della Regione Lazio.

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