15:40 28 Gennaio 2021
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Il Presidente della Regione Campania nella sua consueta diretta Facebook del 27 novembre aveva insinuato che alcuni medici potessero mentire sul numero di posti disponibili in terapia intensiva per alleggerire il carico di lavoro. Pronta e dura la replica delle associazioni di categoria.

De Luca ha insinuato che alcuni medici, soprattutto nelle ore notturne, potessero mentire sui posti disponibili in terapia intensiva per avere meno pazienti di cui occuparsi.

In un momento difficile e delicato per la categoria, estremamente provata dall'emergenza sanitaria, le parole del Presidente della Regione Campania hanno fatto infuriare medici e infermieri e la replica dei loro rappresentanti non è tardata ad arrivare.

Giuseppe Galano, presidente campano della Aaroi-Emac (Associazione Anestesisti Rianimatori Ospedalieri Italiani Emergenza Area Critica), ha risposto che se quanto detto De Luca era rivolto ai suoi rappresentati, "i principali Operatori delle Terapie Intensive, è assolutamente offensivo per una categoria di professionisti che sta rischiando la vita ogni giorno da molti mesi, per garantire l'adeguata assistenza sanitaria ai cittadini campani".

Galano ha inoltre fatto presente che le richieste di posti letto non vengono gestite in reparto, ma direttamente dalle direzioni sanitarie delle strutture Covid-19, e quindi quanto detto dall'ex sindaco di Salerno non solo è falso ma anche impossibile. 

"Le affermazioni di ieri rischiano di essere fuorvianti per l'opinione pubblica, catalizzando, ingiustamente, le ire, le preoccupazioni e le insoddisfazioni di quest'ultima, spesso causate da un sistema in sofferenza, su professionisti che, invece, sacrificano, ogni giorno, se stessi e i propri affetti per adempiere al proprio dovere", ha aggiunto Galano.

Una dura replica giunge anche dalle segreterie regionali dei sindacati dei medici, che sottolineano - con riferimenti niente affatto velati - che il vero "farabutto" è chi ha smantellato la sanità pubblica regionale.

"Quei 'farabutti' reggono da anni un sistema sanitario regionale alla canna del gas, a causa di 'veri farabutti' che hanno violentato, distrutto, utilizzato la sanità come un bancomat. Quei 'farabutti' in questo stato di crisi si sono caricati sulle spalle la cura di migliaia di pazienti nonostante disservizi e disorganizzazione, pagando un prezzo altissimo. Quei 'farabutti' rischiano ogni giorno, a causa della sordità congenita istituzionale, la vita sul campo e nonostante tutto ci sono e non si tirano indietro", si legge infatti in un comunicato congiunto di Anaao Assomed, Aaroi Emac, Cimo, Cgil Fp Medici e Dirigenti Sanitari, Federazione Cisl Medici, Uil Fpl Medici, Fvm, Fassid, Fasmed, Anpo Ascoti Fials Medici.

Il comunicato invita provocatoriamente De Luca, se in presenza di prove, a sporgere denunce, con le associazioni pronte a costituirsi parte civile. 

Per il Sumai (Sindacato Unitario Medici Ambulatoriali Italiani), che definisce "gravissime" le sue accuse, "il presidente De Luca sta chiaramente perdendo il controllo".

"È gravissimo che si cerchino capri espiatori per nascondere le incapacità organizzative del sistema purtroppo dimostrate sul campo, è grave che si aizzi la pubblica opinione contro medici e operatori sanitari in un momento di alta tensione. Gli specialisti ambulatoriali che negli ultimi giorni hanno visto anche deceduti tra le proprie file, esprimono la propria solidarietà a tutti i medici, di tutte le categorie, che ogni giorno rischiano la propria vita per salvaguardare quella degli ammalati, covid e non covid", dichiara il sindacato.

Valeria Ciarambino, vicepresidente del Consiglio regionale della Campania e capogruppo regionale del Movimento 5 Stelle, difende "i nostri straordinari medici, donne e uomini che non hanno mai arretrato di un centimetro al cospetto di un mostro invisibile", definendoli "soldati in prima linea, quelli che rischiano più di ogni altro e che per questo meritano tutto il nostro rispetto e la nostra gratitudine".

"Sono professionisti che si sono fatti in quattro per ovviare alle tante, troppe lacune di un sistema sanitario regionale che in Campania fa acqua da tutte le parti, ma non per questo hanno alzato bandiera bianca. Essere definiti farabutti dalla più alta istituzione regionale è la peggiore mortificazione che colpisce un’intera categoria. Parole infamanti, sintomatiche di chi ha perso il controllo di un’emergenza che non sa più come gestire se non offendendo e querelando chi osa metterglisi contro", le sue dure e ferme parole.
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