01:39 20 Gennaio 2021
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No, la domenica le scuole aperte no. I presidi bocciano l'idea venuta al ministro dei Trasporti Paola De Micheli, etichettandola come irrealistica. Sugli orari sono invece più flessibili i presidi.

Sarà venuto un colpo a più di una categoria nel leggere la notizia riportata dai media secondo cui le scuole dovrebbero restare aperte anche il sabato e la domenica per alleggerire la pressione sui mezzi di trasporto.

La proposta non è di un membro del Comitato tecnico scientifico, ma del ministro responsabile dei trasporti pubblici Paola De Micheli e in questo modo intenderebbe risolvere il suo problema: i mezzi di trasporto sono veicolo di contagio primario.

Bocciata, la proposta del ministro dai presidi la proposta. Il presidente dell’Associazione nazionale presidi, Antonello Giannelli, ha ricordato al ministro De Micheli che le scuole superiore già oggi vanno a scuola anche il sabato e che “allungare la settimana scolastica anche alla domenica è irrealistico”.

Per quanto riguarda invece lo scaglionamento degli orari scolastici il rappresentate dei presidi fa notare che “sulla possibilità di scaglionare, con gli ovvi limiti di ragionevolezza, gli orari di ingresso a scuola ci siamo già espressi più volte favorevolmente”.

Ma Giannelli ha precisato che di far entrare i ragazzi a mezzogiorno non se ne parla, al massimo si può posticipare alle 9.15 il suono della prima campanella, ovvero, si entra tutti alla seconda ora e la prima la si recupera dopo.

Sui trasporti il presidente dei presidi avverte:

“Deve essere chiaro il presupposto, ovvero che lo scopo del trasporto pubblico è far spostare le persone che ne hanno bisogno. Di conseguenza, non è pensabile asservire le persone alle necessità dei trasporti: questa sarebbe una eterogenesi dei fini”.

Le scelte organizzative calate dall’alto, in soldoni, non servono perché le differenze possono essere istituto per istituto anche nella “stessa area geografica”, si incrementino piuttosto “le facoltà autonomistiche delle singole scuole” è la proposta del sindacato dei presidi.

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buona scuola, Scuola, Coronavirus
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