04:21 06 Marzo 2021
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Il picco dei contagi sta rallentando e la curva sembra aver invertito quindi la rotta, ma siamo ancora in bilico afferma il membro del Cts Ranieri Guerra, che sul Natale consegna la sua riflessione.

Secondo Ranieri Guerra, membro del Comitato tecnico scientifico (Cts), la “tristissima curva di letalità” sembrerebbe in discesa, “abbiamo dei dati variabili a seconda delle regioni ma in generale sembra che stiamo andando piuttosto bene”, afferma.

Il direttore aggiunto dell’Oms Guerra è quindi speranzoso su una situazione epidemiologica in miglioramento rispetto alle scorse settimane, anche se “ci possiamo aspettare ancora qualche giorno di sofferenza e poi vedremo diminuire” la curva del contagio in Italia. Ieri anche il professore Andrea Crisanti aveva commentato come incoraggianti i dati sulla curva epidemiologica.

Natale con le restrizioni o senza?

“Siamo ancora in bilico, perché la curva è in discesa ma non siamo ancora sotto il famoso tasso che ci dice che ogni persona contagiata ne potrebbe contagiare un’altra”, ha detto Ranieri ospite in collegamento di ‘Agorà’, il programma televisivo di Rai 3.

“Indispensabile ancora molta attenzione” quindi, perché “abbiamo l’esperienza estiva che ci insegna quello che può succedere”.

Ranieri esprime la sua opinione anche sulla riapertura delle piste da sci: “Amo la montagna, ma non necessariamente vado a sciare. Ci sono anche altri modi di fare turismo montano durante l’inverno, in cui ci si mette in sicurezza e non si rischia anche la pelle degli altri”.

Il fallimento delle coscienze e della medicina

Ed a proposito delle tante discussioni sul Natale con o senza restrizioni, e del riaprire o meno gli impianti sciistici per “salvare la stagione invernale”, Ranieri Guerra lascia a tutti la sua riflessione personale:

“Questa è una situazione che dobbiamo veramente comprendere. Io mi meraviglio molto ogni volta che esce una questione come questa, perché siamo di fronte a un numero di decessi che è un fallimento della medicina sicuramente, ma è anche un fallimento della coscienza sociale di tutti quanti”.
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