10:29 21 Gennaio 2021
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Per il coordinatore del Cts serve rigore per salvaguardare l'apertura dell'economia sofferente e riaprire le scuole in sicurezza. Dagli italiani comportamenti virtuosi, da sapere.

Il Natale 2020 dovrà essere trascorso "in intimità" come una comune "giornata in famiglia" per evitare di esporre al rischio contagio anziani e fragili. Lo ha detto ai microfoni di 24 Mattino, a Radio 24, il coordinatore del Comitato tecnico scientifico (Cts) Agostino Miozzo, che spegne ogni speranza sugli allentamenti durante le festività natalizie ed elogia il comportamento virtuoso degli italiani.  

"“La maggior parte degli italiani ha comportamenti che dimostrano di aver capito la gravità del problema poi ci sono i soliti cretini che dei comportamenti virtuosi se ne fregano. Se vogliamo salvaguardare l’apertura all’economia così sofferente dobbiamo essere rigorosi e sanzionare chi va contro le regole", afferma Miozzo. 

Lo scienziato raccomanda di usare molta prudenza nei rapporti i con gli altri parenti e gli amici mantenendo il distanziamento e indossando la mascherina, anche se "è orrendo immaginare un cenone così ma queste sono le regole" per non correre rischi. 

“Questo virus è incompatibile con le relazioni sociali che sono estremamente pericolose soprattutto per i più fragili, dovrà essere un Natale di intimità, come un giorno ordinario in famiglia”, sottolinea.

Sull'ipotesi di riapertura della scuola il 9 dicembre, Miozzo è favorevole e la ritiene "buona opzione". Il rientro, però, dovrà avvenire in sicurezza e il "rischio deve diventare compatibile con la disponibilità di risorse per tamponi in tempo reale e tracciamento a supporto della vita scolastica”. Tracciamento che nel mese di ottobre è saltato completamente quando il numero dei contagi giornalieri ha superato quota 30mila. 

“Con 30mila casi al giorno è assai difficile un’operazione di tracciamento, vanno rafforzate le risorse umane dedicate a questo e se si riducono i contagi il tracciamento tornerà a funzionare come nei mesi scorsi”, ha precisato. "Non è pensabile - aggiunge- lasciare milioni di giovani nella didattica a distanza per un anno intero, avremo quest’anno dei liceali che arriveranno alla maturità avendo fatto un mese di scuola in presenza, questo è inaccettabile”.

In precedenza, il coordinatore del Cts aveva allertato sul rischio di danni psicologici e sociali per gli studenti, dovuto alla chiusura delle scuole, maggiore rispetto al rischio contagi. Il ministero dell'istruzione lavora per un ritorno in classe prima di Natale, a partire dal 9 dicembre.

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Natale, Coronavirus, Italia
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