10:59 21 Gennaio 2021
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I Carabinieri di Bologna hanno smascherato un'organizzazione composta da 5 malviventi, 2 dei quali beneficiari di reddito di cittadinanza, che grazie al furto di bancomat avevano accumulato oltre 400mila euro di profitti.

L'indagine, iniziata a marzo del 2019 da parte dei Carabinieri di Bologna, ha portato come conclusione all'arresto dei 5 malviventi appartenenti ad un'organizzazione colpevole di numerosi furti di bancomat.

Tra Emilia Romagna, Veneto, Trentino Alto Adige, Lombardia, Piemonte, Campania e Lazio avevano ingannato circa 90 vittime con un profitto di 400mila euro.

Due dei malviventi, un 54enne e suo cognato 39enne ufficialmente nullatenenti e beneficiari di reddito di cittadinanza, avevano le redini dell'organizzazione.

Gli infiltrati al centro smistamento delle poste rubavano le buste con i nuovi bancomat, mentre la telefonista contattava i destinatari e con l'inganno si faceva consegnare i pin. I corrieri infine attivavano nelle città di residenza delle ignare vittime i bancomat e prelevavano quanto più riuscivano.

L'origine delle indagini

Le indagini hanno avuto inizio in seguito alla denuncia da parte di un anziano alla stazione San Ruffillo per prelievi nel suo conto. Quest'ultimo, al quale erano spariti circa 6.500 euro, aveva dichiarato che una dipendente della banca lo aveva chiamato per informarlo che si erano verificati dei problemi di spedizione della nuova tessera bancomat e lo aveva indotto a digitare sulla tastiera del telefonino il pin della nuova carta.

Nel corso delle indagini i militari hanno scoperto che le buste di posta ordinaria spedite dall’istituto di credito a favore dei suoi clienti venivano sottratte da soggetti ignoti nei compartimenti postali di Bologna, Padova e Peschiera Borromeo e trasmesse alla solita telefonista.

Ora gli arrestati, 5 campani tra i 38 e i 54 anni, rispondono di associazione a delinquere finalizzata al riciclaggio, alla truffa, al possesso e alla fabbricazione di documenti di identificazione falsi, nonché misure patrimoniali, come conseguenza dei reati di riciclaggio e indebito utilizzo e falsificazione di carte di credito e di pagamento.

In precedenza, in Toscana si sono svolti una serie di furti che coinvolgevano i punti di prelievo bancomat. Questi ultimi venivano sradicati tramite l'uso di alcune grosse funi, per poi essere svuotati del contenuto.

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