10:30 21 Gennaio 2021
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Per la prima volta a livello nazionale una sentenza di un giudice di Palermo ha riconosciuto ad un rider un rapporto di lavoro subordinato e ha disposto che sia assunto a tempo indeterminato dalla multinazionale per la quale aveva precedentemente lavorato e dalla quale era stato licenziato.

La vicenda riguarda Marco Tuttolomondo, un uomo di 49 anni sposato e con figli, il quale aveva lavorato per la multinazionale spagnola Glovo dal 2018 tramite contratto di lavoro autonomo e dopo essere stato licenziato aveva fatto ricorso ad inizio del 2020 al tribunale di Palermo.

L'uomo di punto in bianco è stato disconnesso dalla piattaforma attraverso la quale riceveva gli ordini e consegnava il cibo a domicilio. Iscritto al Nidil Cgil, la categoria dei lavoratori atipici, è stato sostenuto dal sindacato, attraverso gli avvocati romani di Filcams, Nidil e Filt Carlo de Marchis, Matilde Bidetti, Sergio Vacirca e dell'avvocato palermitano di Nidil Giorgia Lo Monaco.

La decisione è stata presa dal giudice del lavoro, Paola Marino, che, dopo aver proposto a fine ottobre a Glovo di assumere il lavoratore a tempo indeterminato, ha emesso la sentenza definitiva disponendo che quest'ultimo venga reintegrato con contratto di lavoro subordinato full time a tempo indeterminato

Secondo quanto definito dalla sentenza, il lavoratore dovrà avere uno stipendio orario, non quindi più a cottimo, e a quest'ultimo dovrà essere disposto un risarcimento del danno dal giorno della disconnessione a quello dell'effettivo reintegro e la differenza retributiva tra quanto guadagnato dal rider con il contratto autonomo e quanto gli sarebbe spettato con un contratto di lavoro subordinato.

Nidil Cgil: "Sentenza storica"

"Una sentenza storica. E' una vittoria di tutti e per tutti. Questo riconoscimento potrebbe perfino andare ben oltre il perimetro del lavoro dei rider, arginando la proliferazione degli ultimi anni di contratti di lavoro autonomo per mansioni che sono state sempre tipiche del lavoro subordinato" dicono il segretario Nidil Cgil Palermo Andrea Gattuso e il segretario generale di Palermo Mario Ridulfo.

​Secondo quanto raccontato dal sindacato, il licenziamento del rider era avvenuto poco dopo la comparsa di quest'ultimo su un programma di una tv locale nella quale denunciava la condizione di difficoltà vissute dai ciclofattorini delle piattaforme di delivery.

"E' una sentenza che ci riempie di orgoglio. Il giudice di Palermo stabilisce che il rapporto si configura come subordinato. Dopo il dispositivo, attendiamo adesso le motivazioni della sentenza che creano un importante precedente" ha dichiarato l'avvocato Lo Monaco.

La suddetta decisione del giudice di Palermo supera di fatto un recente pronunciamento della Cassazione, che risale allo scorso gennaio, nel quale si riconosceva a un lavoratore piemontese un rapporto di lavoro cosiddetto etero-organizzato.

In precedenza Just Eat, altro colosso del food delivery, ha annunciato l'intenzione di assumere chiunque vorrà entro il 2021, al termine di un percorso di formazione e di un ridisegno dell’organizzazione logistica che prevede, inizialmente solo nei centri di Roma e Milano, anche la creazione di diversi hub. Questa notizia è arrivata in seguito alle numerose proteste portate avanti dai rider in numerose piazze d'Italia.

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