05:59 08 Marzo 2021
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Il professore Andrea Crisanti non chiede scusa per le sue posizioni sui vaccini e ribadisce il suo punto di vista sui "rischi intrinsechi" delle procedure accelerate.

Andrea Crisanti resta inamovibile sulle sue posizioni. E' favorevole al vaccino, ma c'è bisogno di trasparenza perché "se si vuole generare fiducia bisogna essere trasparenti" ed è necessario che le aziende farmaceutiche mettano a disposizione della comunità scientifica e delle autorità, i dati sull'efficacia e sulla sicurezza. Lo ha ribadito il professore dell'Università di Padova in un'intervista a Skytg 24, tornando sulla polemica relativa alle sue posizioni sulla somministrazione dei vaccini recentemente annunciati da Moderna e Pfizer. 

Crisanti non ha alcun dubbio sulla "buona fede e rigore, ma il difetto - spiega -sta nella procedura affrettata". E poi l'esempio del Remdesivir di Gilead, utilizzato nelle terapie contro il Covid-19, ma la cui efficacia è stata messa in discussione da recenti studi. 

"Il Rendemisivir è stato approvato - puntualizza - ma è un farmaco che ha importanti effetti collaterali. Oggi si scopre che non va bene e ora la procedura di approvazione è in revisione. Ci sono procedure accelerate che hanno intrinsecamente dei rischi". 

Riguardo la bufera mediatica di cui è stato bersaglio nei giorni scorsi, per le sue dichiarazioni sul vaccino, Crisanti prende le distanze dagli anti-vaccinisti e rilancia: "Quella che ho detto io è una cosa ovvia".

"Ho formulato un concetto di buon senso che non esprimeva alcun giudizio negativo sulla bontà del vaccino né tantomeno metteva in discussione la validità della vaccinazione come il mezzo più efficace per prevenire la diffusione delle malattie trasmissibili″, afferma. "Solo questo, che è un Paese provinciale - prosegue -se uno dice una frase con cui chiede soltanto trasparenza, si scatena un putiferio". Ribadisce quindi che "sulla base delle conoscenze che abbiamo oggi non me lo faccio".

Infine, rispetto all'indignazione suscitata dalle sue affermazioni Crisanti replica che gli italiani dovrebbero essere indignati "con chi ha permesso che ci fosse una seconda ondata", menzionando quegli scienziati che parlavano di emergenza finita.

"Ci dovremmo indignare per i 15mila morti che ci sono stati da luglio, non per una cosa ovvia come quella che ho detto io", conclude.

Le parole di Crisanti sul vaccino

Hanno destato sorpresa le parole del professor Crisanti che, in un'intervista rilasciata a Focus lo scorso 20 novembre, ha dichiarato che, sulla base dei dati attuali, non sarebbe stato disposto a sottoporsi alle prime somministrazioni dei vaccini anti-covid, in arrivo da metà gennaio. Il professore di Padova è stato accusato di essere un antivaccinista per aver messo in dubbio l'efficacia e la sicurezza di vaccini di cui non sono stati resi pubblici e confermati gli studi scientifici. 

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vaccino, Coronavirus, Italia
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