15:56 24 Novembre 2020
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In una lettera inviata agli enti locali e al governo, la società ha annunciato “l’interruzione dal prossimo 1 dicembre” di alcune linee che garantiscono la continuità territoriale con le isole maggiori e minori, a causa "della situazione di incertezza in merito alla proroga della Convenzione" del servizio di continuità territoriale marittima.

Nella missiva si precisa che l’interruzione riguarderà le tratte Genova-Olbia-Arbatax, Napoli-Cagliari, Cagliari-Palermo e Civitavecchia-Arbatax-Cagliari, oltre a quella Termoli-Tremiti.

“Questo determinerà la necessità immediata di riduzione del personale, con conseguente perdita di posti di lavoro, già stimata in alcune centinaia di unità tra personale navigante e amministrativo, nonché un inevitabile impatto negativo sulla forza lavoro utilizzata localmente nei territori serviti, sia in ambito portuale che nell’ambito dei servizi”, ha precisato Tirrenia.

Sindacati mobilitati

La Uiltrasporti Sardegna ha annunciato subito la mobilitazione, chiedendo l’intervento del ministero dei Trasporti e della Regione.

“Siamo fortemente preoccupati per la riduzione delle possibilità di movimento dei passeggeri e delle merci in Sardegna con questa contrazione delle rotte ed esprimiamo molta preoccupazione per i quasi cinquecento marittimi i cui posti di lavoro sono messi a rischio da questa presa di posizione di Tirrenia”, ha detto il segretario William Zonca.

Per Zonca la Sardegna non può "permettersi una ulteriore riduzione dei collegamenti con la Penisola perché è a rischio l’economia di un intero territorio”.

Da parte sua il sindacato Ugl Mare ha proclamato lo stato di agitazione nazionale del personale Tirrenia.

"Riteniamo inopportuno, considerato anche il delicato momento, generare ulteriore tensioni e preoccupazioni a circa 1.200 lavoratori che potrebbero essere interessati da una determinazione che non condividiamo anche per le difficoltà che tale determinazione genererebbe agli approvvigionamenti delle isole e alla mobilità di lavoratori, pensiamo ad esempio al personale sanitario tanto prezioso in questo momento”, si legge nella lettera inviata al ministero e a Tirrenia.

Presidente Solinas contro "immobilismo del governo"

Dura la presa di posizione del presidente della regione, Christian Solinas, che ha denunciato "l'immobilismo assoluto, di chi - con esclusiva competenza - non procede agli adempimenti delle nuove procedure di evidenza pubblica e non formalizza nemmeno le proroghe degli oneri di servizio pubblico". 

"È inaccettabile che il conto di tali ritardi e inefficienze venga sempre scaricato sul popolo sardo e sul nostro sistema economico produttivo", ha aggiunto.

La protesta dei portuali 

La crisi innescata dall'annuncio della Tirrenia arriva mentre l’Associazione nazionale compagnie imprese portuali (Ancip) e la Compagnia unica dei portuali di Genova (Culvm) hanno  sottoscritto un documento congiunto in cui denunciano “i ritardi del governo e delle Autorità di sistema portuale nelle misure di ristoro previste".

“Purtroppo, a distanza di sei mesi dal Decreto Rilancio non è stato ancora emanato nessuno dei decreti ministeriali e interministeriali", si legge nel documento, in cui si denuncia anche "l’assenza nella legge di Bilancio di norme a sostegno dei lavoratori portuali e marittimi".

“Decisione che riteniamo inaccettabile e da correggere con tutta urgenza ed è per questo che Ancip e Culmv chiedono un incontro urgente con il governo”, conclude il documento.
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