18:40 28 Novembre 2020
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Lo scorso anno erano stati oltre 10 milioni gli italiani partiti nel periodo delle feste di fine anno per raggiungere parenti, amici o fare le vacanze. Un'opportunità per il turismo con una spesa stimata in 4,1 miliardi. E con lo stop alla grandi tavolate è a rischio una spesa da 5 miliardi

Una eventuale deroga agli spostamenti tra regioni a Natale interessa oltre 10 milioni di italiani che lo scorso anno sono andati in viaggio nel periodo delle feste di fine anno per raggiungere parenti, amici o per fare le vacanze.

E’ quanto emerge da una analisi Coldiretti/Ixè sulle possibili misure previste a fine anno per la necessità di contenere il contagio Covid.

Si tratta di una opportunità per il turismo con una spesa stimata di 4,1 miliardi nelle strutture impegnate nell’alloggio, nell’alimentazione, nei trasporti, shopping e souvenir. E si stima, ha precisato la Coldiretti, che un terzo della spesa di italiani e stranieri in viaggio in Italia sia destinata all’alimentazione.

Lo scorso anno spesi 5 miliardi per cenoni e pranzi

A preoccupare sono però le limitazioni a cenoni e pranzi che mettono a rischio i 5 miliardi che sono stati spesi lo scorso anno dagli italiani, in casa e fuori, solo per imbandire le tradizionali grandi tavolate delle feste di fine anno composte in media da 9 persone, secondo l’analisi Coldiretti/Ixè.

L'associazione di rappresentanza dell'agricoltura italiana precisa che la riduzione dei commensali è infatti destinata a provocare un taglio nei consumi di 70 milioni di chili tra pandori e panettoni, 74 milioni di bottiglie di spumante, tonnellate di pasta, 6 milioni di chili tra cotechini e zamponi e frutta secca, pane, carne, salumi, formaggi e dolci spariti dalle tavole lo scorso anno solamente tra il pranzo di Natale e i cenoni della Vigilia e di Capodanno.

Un Natale in famiglia per pochi significa infatti anche maggiore sobrietà con meno brindisi e una netta riduzione delle portate, senza contare i tanti italiani, spesso anziani, che saranno costretti a trascorrerlo da soli, ha aggiunto la Coldiretti in un comunicato.

Nel 2020 crollo del 12% dei consumi alimentari

Il crollo delle spese di fine anno a tavola e sotto l’albero rischiano di dare il colpo di grazia ai consumi alimentari degli italiani che nell’intero 2020 fanno segnare un crollo storico del 12%, con una perdita secca di 30 miliardi di euro, secondo le elaborazioni Coldiretti su dati Ismea.

Dalle elaborazioni emerge infatti che gli effetti delle pesanti difficoltà di bar, ristoranti e pizzerie non sono compensati dal leggero aumento degli acquisti familiari di cibi e bevande.

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