17:07 24 Novembre 2020
Italia
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In una lettera al Corriere della Sera, il leader di Forza Italia spiega le ragioni della sua decisione di collaborare con il governo per “far uscire l’Italia dall’emergenza”, precisando che “non si tratta di sostegno politico”, e illustra le sue richieste per dire sì al bilancio.

Berlusconi sottolinea che la decisione di “rispondere positivamente all’appello del Capo dello Stato alla collaborazione istituzionale” è “per noi una scelta naturale, addirittura scontata, come è scontato che non si tratta di sostegno politico ad un governo che non approviamo e ad una maggioranza i cui valori e i cui programmi sono incompatibili con i nostri”. Una decisione che “nasce per noi dal dovere della responsabilità verso gli italiani e quindi della disponibilità a dare una mano, dall’opposizione, per far uscire l’Italia dall’emergenza nella quale ci troviamo”.

“È persino superfluo aggiungere che questo non mette in discussione la nostra appartenenza al centrodestra, che non soltanto è la nostra casa, una casa che noi abbiamo fondato e fatto crescere anche a costo di grandi sacrifici, ma che senza di noi non potrebbe mai vincere e tantomeno governare”, rimarca il leader di Forza Italia.

Italia nel mezzo di una crisi drammatica

Berlusconi evidenzia come l’Italia si trovi “nel mezzo di una crisi drammatica, una crisi sanitaria ed economica senza uguali almeno dal dopoguerra, una situazione di emergenza che riguarda il mondo intero, ma che in Italia si innesta su una serie di problemi storici, di debolezze e diseguaglianze strutturali, di contraddizioni irrisolte”.

“Semplificando – continua - coloro che sono già garantiti, il lavoro dipendente, il pubblico impiego, in qualche modo continuano ad essere garantiti, almeno per il momento, in questa crisi. Coloro che non erano garantiti prima, il lavoro autonomo, i commercianti, gli artigiani, i professionisti, i piccoli e piccolissimi imprenditori, le partite Iva, i lavoratori a contratto, oggi rischiano di essere abbandonati a sé stessi”.

Le richieste per dire sì al bilancio

Il leader di Forza Italia chiede quindi al governo e alla maggioranza di “sanare questa disparità”, sottolineando che è “una delle condizioni per votare insieme i prossimi ‘discostamenti’ di bilancio”. Una disparità che si sana innanzitutto con “il semestre bianco fiscale”, sospendendo tutti i pagamenti verso lo Stato per queste categorie almeno fino al 31 marzo 2021”.

Quindi con l'assegnazione di "un indennizzo, pari ad una quota importante del reddito dichiarato nell’anno precedente, per i mesi di forzata inattività o di grave riduzione dell’attività”, garantendo così “una tutela simile a quella giustamente assegnata ai lavoratori dipendenti”.

E ancora: “Circa 2 milioni di liberi professionisti iscritti alle casse previdenziali private e alla gestione separata Inps sono stati le uniche partite Iva escluse dal contributo a fondo perduto di maggio e, quindi, pure dalle sue riedizioni nei recenti 'decreti ristori'. Per loro, bisogna garantire entro la fine di quest’anno un’indennità significativa, adeguata al fatturato perso, a titolo forfettario”.

Tutte misure che si finanziano “purtroppo a debito”, ammette Berlusconi, aggiungendo però che “è un debito ‘buono’, non soltanto per ragioni di equità, ma soprattutto perché se non usciamo tutti insieme da questa fase drammatica il futuro potrebbe non esserci per nessuno”.

Berlusconi: tutta l’opposizione lavori con il governo per il bene del Paese

“Per ottenere tutto questo siamo pronti ad assumerci la responsabilità di lavorare, per il bene del Paese, con un governo molto lontano da noi. Mi piacerebbe che lo volesse fare l’intera opposizione, senza confusione di ruoli con la maggioranza”, conclude il leader di Forza Italia.
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Corriere della Sera, Silvio Berlusconi, Italia
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