18:12 25 Novembre 2020
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Tempi duri per gli impianti invernali, nelle zone rosse resteranno chiusi come le altre attività di socializzazione, mentre nelle zone arancioni potranno aprire al 50%, ma forse non per tutti.

Triste notizie per gli amanti delle piste invernali, nelle zone rosse gli impianti dovranno rimanere chiusi come del resto tutte le altre attività che favoriscono la socialità tra persone.

Fu proprio nella prima ondata, infatti, che la chiusura delle scuole portò sugli impianti un alto numero di persone causando l’esplosione del contagio nei piccoli paesini di montagna legati a quella attività economica.

Da un punto di vista economico, tuttavia, si tratta di un danno grave.

Le zone arancioni, invece, potranno aprire gli impianti invernali ma con una capienza del 50% rispetto alla portata tecnica prevista.

Per ora queste misure sono solo una bozza allo studio da parte del Comitato tecnico scientifico del Ministero della Salute e della Conferenza Stato Regioni, dove se ne dovrebbe discutere già lunedì prossimo.

La stagione invernale, dopo abbondanti nevicate di questi ultimi giorni lungo le alpi, si può dire iniziata.

Zona arancione, impianti aperti ma non per tutti

Tuttavia bisogna considerare che gli impianti invernali ricadenti nelle zone arancioni potranno sì restare aperti con le limitazioni che saranno imposte, ma allo stesso tempo vigeranno tutte le altre limitazioni previste dalla zona arancione.

Cosa vuol dire che il limite di circolazione all’interno del proprio comune di residenza resterà anche per chi volesse dirigersi verso gli impianti invernali. In buona sostanza lo sci amatoriale in zona arancione resterà appannaggio esclusivo di chi risiede nello stesso comune dove è dislocato l’impianto invernale.

Difficile, a questo punto, prevedere che gli impianti delle Regioni in zona arancione, possano decidere di avviare la stagione sciistica 2020/2021.

Tags:
Sci, Coronavirus
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