06:58 02 Dicembre 2020
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Il noto virologo si è detto favorevole ai vaccini ma che non si sottoporrebbe ai primi che verranno autorizzati, che a suo dire hanno accelerato troppo le fasi di sviluppo. Una dichiarazione che non ha mancato di accendere gli animi su Twitter.

Il virologo Andrea Crisanti, ormai diventato noto a tutti gli italiani, in tempo di entusiasmi per gli incombenti vaccini ha spiazzato tutti con alcune dichiarazioni

"Io sono favorevolissimo ai vaccini, ma questi di cui si parla sono stati sviluppati saltando la normale sequenza Fase 1, Fase 2 e Fase 3", ha affermato, aggiungendo che "normalmente ci vogliono dai 5 agli 8 anni per produrre un vaccino. Per questo, senza dati a disposizione, io non farei il primo vaccino che dovesse arrivare a gennaio".

Dichiarazioni simili e inaspettate hanno diviso gli utenti di Twitter, che hanno preso posizioni diverse in merito all'accaduto.

C'è chi, prendendo in prestito l''araldica' fantozziana, invita allora a somministrare il vaccino non a Crisanti ma a chi lavora in terapia intensiva.

​Altri giudicano semplicemente le dichiarazioni del virologo irresponsabili e inopportune.

​C'è però chi invece apprezza l'invito alla cautela.

​Un utente sottolinea il problema degli innumerevoli pareri contrastanti espressi da diversi specialisti che continuano a mandare in confusione i comuni cittadini.

​Infine c'è chi giudica le critiche piovute addosso a Crisanti come frutto del suo momentaneo allontanamento dalla narrazione ufficiale. 

​A chiarire il tutto ci ha poi pensato il diretto interessato, chiamato dall'Ansa a intervenire in merito al polverone alzatosi in seguito alle sue dichiarazioni.

"Mi è stato chiesto se lo farei oggi e oggi non lo farei perché ci sono solo dati sugli annunci delle aziende e non ci sono le conoscenze sufficienti. Quando la comunità scientifica lo avrà vagliato, me lo faccio. Non vedo il problema. Questa è un'autentica strumentalizzazione", ha spiegato Crisanti. 
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