21:28 03 Dicembre 2020
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Il 31 ottobre lo stabilimento Whirlpool di Napoli ha cessato la propria attività. Una decisione in rottura con gli accordi precedentemente presi con il governo.

Secondo quanto comunicato oggi, 20 novembre, da Uffici Stampa Fim Fiom Uilm, prosegue la mobilitazione nel gruppo Whirlpool con la conferma del blocco degli straordinari e la proclamazione di ulteriori 4 ore di sciopero. Dopo ormai 18 mesi di confronto sul piano industriale Whirlpool, oggetto di accordo fra ministero e parti sociali, il disimpegno della multinazionale prosegue senza alcun intervento autorevole da parte del governo ed in aperta contraddizione con il mercato che attraversa una fase di crescita.

Contemporaneamente Whirlpool ha la pretesa di chiudere stabilimenti e altrove di assumere massicciamente lavoratori interinale e di chiedere straordinario continuo. Chiediamo il rispetto del piano di sviluppo e degli investimenti in tutti gli stabilimenti, la realizzazione dei progetti di reindustrializzazione su Carinaro ancora, inspiegabilmente disattesi, il rafforzamento della missione produttiva di tutti i siti anche a fronte del fatto che ad oggi in pratica uno stabilimento ha già chiuso: ci si riferisce ai 250 impiegati fatti uscire con incentivi indebolendo così pesantemente la ricerca e sviluppo del gruppo, garanzia per il futuro.

A fronte dell’ingiustificabile passività di un governo che ha più volte annunciato che avrebbe fatto rispettare il piano industriale scongiurando la chiusura del sito di Napoli ed il rispetto degli impegni assunti da Whirlpool con l’accordo ministeriale del 2018, chiediamo la convocazione del tavolo permanente istituito dallo stesso ministero dello sviluppo economico.

La vertenza Whirlpool

Lo stabilimento Whirpool di Napoli è ufficialmente fermo dal 31 ottobre, con la garanzia data dall’azienda di pagare lo stipendio ai dipendenti fino al 31 dicembre 2020.

Vani tutti i tentativi di convincere Whirlpool a riprendere la produzione di lavatrici di alta gamma presso lo storico stabilimento partenopeo.

Ad aggravare la situazione lo blocco delle vendite causato dalla pandemia, che ha reso ancor più insostenibile l’impianto produttivo secondo Whirlpool.

Al Mise è aperto un tavolo tecnico che si occupa della vertenza sindacale. Giuseppe Conte recentemente aveva assicurato che il governo ha a cuore la situazione e che per il futuro dell’impianto si prevedono anche eventuali riconversioni della produzione, allo scopo di salvare i posti di lavoro e di non disperdere il patrimonio di competenze.

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