21:40 03 Dicembre 2020
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La Cassazione in via definitiva confisca 27 milioni di euro di beni ai condannati nel processo cosiddetto del "Mondo di Mezzo". Tra i beni sequestrati anche 69 opere d'arte di pregio.

Confiscati in via definitiva 27 milioni di euro a Massimo Carminati e Salvatore Buzzi, considerati gli organizzatori del “mondo di mezzo” come lo avevano loro stesso definiti durante una conversazione intercettata dagli investigatori, prima di essere arrestati dai Ros dei Carabinieri nel 2014.

Mafia Capitale è ora più povera, i fondi sono stati confiscati in via definitiva anche ad altri imputati condannati nel processo “Mondo di Mezzo”. Tra questi Riccardo Brugia, Roberto Lacopo, Fabio Gaudenzi, Agostino Gaglianone, Cristiano Guarnera e Giovanni De Carlo.

Ai condannati in via definitiva sono state confiscate società, terreni, appartamenti, veicoli e opere d’arte, per un valore complessivo appunto di 27 milioni di euro.

Le indagini patrimoniali

La Dda di Roma ha affidato le indagini patrimoniali al nucleo di polizia economico-finanziaria. In particolare i Gico della Guardia di Finanza hanno ricostruito in questi anni il patrimonio dei condannati di “Mafia capitale”, scoprendo patrimoni accumulati ben superiori a quanto dichiarato al Fisco.

La confisca definitiva giunge dopo che la Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibili i ricorsi che gli avvocati dei condannati avevano avanzato.

Si è giunti così alla confisca di quattro società operanti nel settore immobiliare e petrolifero, oltre a 13 unità immobiliari e un terreno nella provincia di Roma. Sono state confiscate anche 13 automobili e 69 opere d’arte di alto rilievo culturale realizzate da artisti della seconda metà del XX secolo.

Massimo Carminati e Salvatore Buzzi sono liberi.

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