07:48 02 Dicembre 2020
Italia
URL abbreviato
Di
240
Seguici su

L'agropirateria costa ogni anno oltre 60 miliardi di euro ai produttori italiani. Per questo la fondazione Univerde ha lanciato la campagna #nofakefood per difendere le eccellenze alimentari Made in Italy dalle imitazioni che circolano sul mercato straniero.

“Italian sounding”, ovvero l’imitazione dei prodotti alimentari del Belpaese. È un fenomeno che all’estero ha conosciuto un vero e proprio boom negli ultimi dieci anni, con conseguenze a dir poco nefaste per i produttori italiani.

Basti pensare che la cosiddetta “agropirateria” sottrae al “made in Italy” ogni anno almeno 60 miliardi di euro.

“L’Italia deve darsi l’obiettivo di recuperarli, sarebbe un segnale molto importante soprattutto in un momento di crisi e di emergenza occupazionale come quella attuale”, ha detto Alfonso Pecoraro Scanio, ex ministro delle Politiche Agricole e dell’Ambiente nei governi Amato e Prodi, e presidente della fondazione Univerde, che ha promosso la campagna #nofakefood, per combattere la contraffazione nel settore alimentare.

Il problema è stato affrontato ieri in una web conference organizzata da Univerde, Asacert e Coldiretti, con il patrocinio dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli. Quello assorbito dai prodotti alimentari che imitano le eccellenze italiane è un vero e proprio patrimonio, che, ha detto Pecoraro Scanio, potrebbe “generare centinaia di migliaia di posti di lavoro in più nel nostro Paese”.

Un'altra battaglia, si legge sul sito della fondazione, è quella per “l’etichettatura obbligatoria con l’origine agricola di tutti i prodotti agroalimentari, nell’Unione Europea”. Per questo è stata promossa una petizione internazionale che finora ha raccolto più di un milione di sottoscrizioni.

“L’effetto della pirateria internazionale sul nostro agroalimentare nel mondo ha avuto un aumento record del 70 per cento nel corso dell’ultimo decennio, con 300 mila posti di lavoro bruciati nel nostro Paese”, ha denunciato durante la conferenza Carlo Ferro, Presidente dell’ICE Agenzia.

Per limitare il fenomeno, ha detto, è necessario “fare informazione verso il consumatore estero sulla qualità del prodotto italiano, facilitare la presenza di prodotti originali made in Italy sulla rete distributiva internazionale, offrire tramite tecnologia blockchain la possibilità di leggere in modo immediato il tracciamento del prodotto a scaffale”.

A questo scopo l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, ha annunciato il direttore generale, Marcello Minenna, intervenendo all’iniziativa di Univerde, ha “proposto un progetto, accolto dal governo nel Dl Agosto, che permette di mettere a disposizione un servizio a vantaggio del sistema produttivo nazionale, cioè certificare l’origine, le caratteristiche di autenticità, la qualità dei prodotti italiani e, soprattutto, di quelli che entrano in Italia”.

“L’Agenzia – ha sottolineato Minenna - è in grado di farlo con una società in house che opera con propri laboratori chimici”. L’obiettivo è la creazione di “una grande rete di certificazione doganale e un sistema di tracciamento” che aiutino a contrastare i prodotti fake.

Un tema, quello dell’originalità dei prodotti, a cui gli italiani sono molto affezionati.

Secondo un sondaggio di Coldiretti/Ixè infatti “con l’emergenza Covid, l’82% degli italiani vuole portare in tavola prodotti garantiti made in Italy al 100 per cento per sostenere l’economia ed il lavoro del territorio”.

“Una tendenza – ha detto il presidente di Coldiretti, Ettore Prandini - confermata dal successo della campagna #mangiaitaliano per promuovere le produzioni del territori e combattere il fake food”.

Correlati:

Coldiretti, il via libera dall’UE all’etichetta salumi per tutelare il Made in Italy
RegolamentoDiscussione
Commenta via SputnikCommenta via Facebook