03:31 28 Novembre 2020
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Per il malaffare la pandemia è un "buon affare" nel quale inserirsi e trarre profitto il più possibile e con ogni mezzo. Scoperto così dalla Guardia di Finanza un pregiudicato di Napoli migrato a Rimini.

Secondo un pregiudicato di Napoli ma vivente a Rimini, il Coronavirus è “un buon affare” che gli ha fruttato un fiorente giro di affari nel settore delle sanificazioni di hotel, auto, negozi e locali commerciali, tra le città e province di Rimini, Pesaro e Urbino.

La Guardia di Finanza ha scoperto che l’uomo era diventato socio occulto di una azienda del settore sanificazioni da lui finanziata, ma intestata a un prestanome.

Il pregiudicato partenopeo, identificato con le iniziali E.S., avrebbe così partecipato agli utili dell’impresa ottenendone illecitamente ricavi per sé.

L’uomo è stato denunciato per il reato di intestazione fittizia insieme ad altre quattro persone.

La Guardia di Finanza sta conducendo perquisizioni in provincia di Pesaro, Urbino e anche di Trento con la collaborazione dei colleghi delle sedi locali.

Alla società, con sede a Rimini e Pesaro, i baschi verdi hanno apposto i sigilli.

L’uomo è un recidivo. Nel 2014 era stato coinvolto nell’operazione antidroga ‘Drugstore’ sempre condotta dai finanzieri di Rimini.

Il fratello di E.S., scrive Adnkronos, è anch’egli un pregiudicato affiliato al clan camorristico dei Di Lauro ed è in carcere per associazione a delinquere di stampo mafioso.

Di E.S. gli investigatori ne avevano già segnalato la pericolosità sociale.

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Guardia di Finanza, Camorra, Coronavirus
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