21:57 03 Dicembre 2020
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Presentati in un webinar dell'Agenzia Spaziale Italiana (Asi), i progetti made in Italy nell'ambito del programma Artemis della Nasa, che nel 2024 porterà la prima donna sulla Luna.

Gli occhi sono puntati al 2024, quando, nell’ambito del programma Artemis della Nasa per la costruzione di una stazione orbitante attorno alla Luna, gli astronauti metteranno di nuovo piede sulla superficie del nostro satellite. Stavolta, però, a toccare il suolo lunare sarà, per la prima volta nella storia, anche una donna.

Un progetto, quello dell’agenzia spaziale a stelle e strisce che parlerà anche italiano. Come si legge sul sito dell’ASI, l’Agenzia Spaziale Italiana, infatti, il nostro Paese potrebbe occuparsi, nell’ambito di un accordo di cooperazione internazionale in cui rientra anche l’Agenzia Spaziale Europea (ESA), di fornire i moduli abitativi per l’equipaggio e i servizi di telecomunicazione.

I dettagli della collaborazione sono stati illustrati ieri in un webinar organizzato dall’Asi, dedicato proprio al ruolo dell’Italia nel programma Artemis. Il nostro Paese, infatti, come riferisce la stessa agenzia, è stato fra i primi, lo scorso 13 ottobre a firmare gli Artemis Accord con la Nasa.

“L’Italia ha le conoscenze per essere un interlocutore degli Stati Uniti nella nuova missione sulla Luna”, ha detto il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri con delega alle politiche per lo Spazio, Riccardo Fraccaro, intervenendo alla riunione. È lui che ha sottoscritto gli Artemis Accord, dopo aver firmato in precedenza, assieme all’amministratore della Nasa, Jim Bridenstine, una dichiarazione di intenti tra il governo italiano e quello statunitense”.

“Il traguardo del 2024 - ha detto - è solo l’inizio e sicuramente bisognerà aspettare qualche decennio per vedere un programma Artemis completo”. “In questa nuova era della New Space economy e nuova era di esplorazioni spaziali – ha proseguito - dovremo trovare soluzioni per sopravvivere in ambienti ostili come il suolo lunare". "Questo - ha aggiunto Fraccaro - ha come grande vantaggio quello di trovare soluzioni che poi ci serviranno sulla Terra”.

Il sottosegretario ha poi sottolineato come il progetto rappresenti un’occasione di crescita per il sistema Paese. La partecipazione italiana ad Artemis è il frutto di “una lunga esperienza nelle attività spaziali”, ha sottolineato il presidente dell’Asi, Giorgio Saccoccia.

Il programma, ha proseguito, consentirà di stringere “altri accordi industriali” e di rafforzare “tutta la filiera del settore spazio”.

L’Italia, assicura il responsabile dell’Unità Volo Umano dell’Asi, Gabriele Mascetti, contribuirà anche al Lunar Gateway con una serie di progetti. “Il nostro Paese – ha sottolineato - ha un ruolo cruciale nella realizzazione del modulo abitativo con la parte dotata di finestre, il modulo Esm di Orion, il lander logistico lunare e siamo l’unico Paese al di fuori degli Stati Uniti che contribuirà alla realizzazione del modulo human landing lunare”.

Non solo. L’Italia collaborerà anche con l'Esa “per la costruzione di infrastrutture di servizio sulla Luna”. Il risultato? “La possibilità - ha spiegato Mascetti - di fare scienza in un ambiente unico come è accaduto sulla Stazione Spaziale Internazionale”.

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