03:32 03 Dicembre 2020
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Secondo l’ultimo report redatto dalla John Hopkins University di Baltimora il tasso di letalità del Covid in Italia è il più alto in Europa e il terzo al mondo. Per gli esperti tra le cause ci sarebbero l'età media della popolazione e una stima al ribasso del numero dei casi.

L’Italia è il Paese dove si muore di più per il Covid in Europa. A dirlo è l’ultimo report redatto dalla John Hopkins University di Baltimora. Finora le vittime della pandemia nella nostra Penisola sono state 47.217. Ma il tasso di letalità italiano supera quello degli altri Stati europei e con il 3,8 per cento è il terzo più alto al mondo.

Prima di noi ci sono soltanto Messico, con un tasso di letalità del 9,8 per cento e l’Iran, con il 5,8. In Europa dopo l’Italia c’è la Gran Bretagna, con una mortalità del 3,7 per cento. Ma i dati negli altri Paesi sono decisamente inferiori: basti pensare che negli Usa, dove l’epidemia ha raggiunto proporzioni impressionanti con 11,6 milioni di casi e oltre 250mila decessi, lo stesso valore è del 2,2 per cento. Oltre un punto percentuale al di sotto di quello italiano.

Ma perché il virus nel nostro Paese è più letale? È una domanda a cui stanno cercando di rispondere gli addetti ai lavori. Secondo il virologo dell’Università di Padova, Andrea Crisanti, intervistato da SkyTg24, sarebbe una mera questione statistica: in Italia il tasso di letalità del virus è così alto perché il numero di contagi è “sottostimato”.

In altre parole, i contagiati potrebbero essere molti di più e se venissero conteggiati tutti il tasso di mortalità potrebbe abbassarsi.

Secondo Giovanni Maga, direttore dell'Istituto di genetica molecolare del Cnr-Igm, intervistato dall’Agi, non sarebbe un problema di dati ma soprattutto anagrafico. Secondo l’esperto il fatto che la popolazione italiana abbia un’età media “tra le più alte d'Europa” e che i nostri anziani presentino diverse “patologie croniche”, inciderebbe sul numero elevato di morti per coronavirus.

“Diabete, ipertensione, obesità, malattie cardiovascolari”, ricorda Maga alla stessa agenzia di stampa, sono “malattie che associate al Covid possono aggravare il quadro clinico fino al decesso". Insomma, se è vero che in una prima fase le morti erano legati soprattutto “alle difficoltà nell'assistenza”, adesso che la risposta alle criticità è migliorata le ragioni dell’alto tasso di mortalità vanno ricercate nella struttura sociale della nostra nazione.

I nonni, ricorda infatti il genetista, in Italia sono più esposti rispetto agli altri Paesi perché “suppliscono alle carenze del welfare occupandosi dei nipoti”.

E poi c’è il nodo della “classificazione dei decessi”. Non esistono, infatti, in Europa, linee guida comuni per stabilire quale sia la causa della morte dei pazienti positivi. Ed è anche da questo fatto che potrebbero derivare le discrepanze dei dati.

Tutti, invece, sono concordi sul fatto che i decessi aumenteranno nei prossimi giorni. Il dato odierno sulle morti per Covid, infatti, si riferisce a chi si è infettato nelle ultime due settimane, quando è stato registrato un boom di contagi nella Penisola.
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