03:48 04 Dicembre 2020
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In precedenza due pescherecci italiani della marineria trapanese sono stati fermati da combattenti libici nelle acque antistanti alla Cirenaica, che hanno sequestrato i 18 marinai dell'equipaggio, che sono stati successivamente portati a Bengasi.

Il Consiglio comunale di Palermo e il suo sindaco Leoluca Orlando hanno aderito alle iniziative Esistono i diritti e Partecipazione Libera, chiedendo la liberazione dei 18 marinai di due pescherecci italiani sequestrati e portati il Libia il 1° settembre scorso.

Orlando ha espresso la vicinanza ai pescatori e alle loro famiglie, auspicando che il governo agisca con un "intervento risolutivo" per riportare i pescatori a casa.

L'iniziativa lanciata dal sindaco è stata promossa, secondo le sue stesse parole, per "sottolineare l’assoluta unitarietà d'intenti di tutte le Istituzioni nella vicinanza alle famiglie e nell’azione diplomatica a sostegno dei nostri connazionali”. 

In mattinata dal balcone del Palazzo delle Aquile di Palermo è stato esposto lo striscione "liberate i pescatori siciliani".

In precedenza molti tra pescatori, sindacati e politici avevano sollecitato il governo ad agire per la liberazione dei pescatori. 

Il sequestro dei pescatori

I 18 marinai dei pescherecci Antartide e Medinea, salpati da Mazara del Vallo, sono trattenuti dal 1 settembre a Bengasi dopo essere stati fermati dalle motovedette della guardia costiera di Haftar. Tra i 18 marinai ci sono otto cittadini italiani e dieci di nazionalità tunisina, filippina e senegalese.

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