03:16 28 Novembre 2020
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Caos in Calabria dopo le dimissioni del terzo commissario alla Sanità in meno di due settimane. Nella regione "rossa" ora arriva Emergency, ma è polemica con il governatore facente funzione, Nino Spirlì, che denuncia: "Siamo gli unici a non avere ancora un piano Covid".

Tre commissari a lasciare l’incarico nel giro di dieci giorni e una regione “rossa”, la Calabria, che non ha ancora un piano per affrontare l’emergenza Covid. La situazione nella Regione guidata, dopo la prematura scomparsa della presidente Jole Santelli, dal governatore facente funzione, Nino Spirlì, è ancora a dir poco caotica. Sullo sfondo c'è l'impennata dei casi, 936 in più nelle ultime 24 ore nella regione del Sud Italia.

Tutto inizia qualche settimana fa, dopo la pubblicazione di un’intervista alla trasmissione Titolo V, in onda su Rai 3, all’allora commissario ad acta, Saverio Cotticelli. Il commissario alla Sanità davanti alle telecamere della Rai è in evidente difficoltà. Afferma di sapere poco e nulla del bando per i nuovi posti in terapia intensiva e non conosce il numero totale dei letti nei reparti di rianimazione. È solo grazie al giornalista della Rai, inoltre, che "scopre" che avrebbe dovuto mettere a punto lui il piano Covid per la Regione.

Intervistato da Massimo Giletti a Non è l’Arena, su La7, il generale voluto alla guida della Sanità calabrese dall’ex ministro Giulia Grillo, dirà a sua discolpa di non essere stato in sé durante il colloquio con il giornalista di Rai3. Ma l'epilogo è inevitabile: il 7 novembre Cotticelli si dimette.

Al suo posto arriva Giuseppe Zuccatelli, manager romagnolo 76enne, esperto del settore. In Calabria, come ricorda l’Agi, arriva nel dicembre 2019 per assumere la guida dell’ospedale Pugliese Ciaccio, del policlinico universitario di Catanzaro, e, per un breve periodo, dell’Asp di Cosenza.

Ma il suo incarico dura pochi giorni. Le dimissioni sono quasi immediate dopo la pubblicazione di un imbarazzante filmato in cui negava l’utilità della mascherina. “Per beccarti il virus, se io fossi positivo, dovresti baciarmi per 15 minuti con la lingua in bocca altrimenti non te lo becchi", diceva Zuccatelli accalorandosi. Una tesi a dir poco discutibile che gli costa la revoca dell’incarico. 

È il ministro della Salute, Roberto Speranza, a pretendere il passo indietro, che arriva puntuale il 16 novembre. Da Palazzo Chigi fanno il nome dell’ex rettore della Sapienza, Eugenio Gaudio. L’ipotesi è quella di un tandem con il fondatore di Emergency, Gino Strada. Ma il secondo smentisce di aver ricevuto proposte in questo senso. Nel frattempo Gaudio, 64 anni, di Cosenza, declina l’invito ad occuparsi della Sanità nella sua terra d’origine. La motivazione desta sconcerto. "Mia moglie – dice a Repubblica - non ha intenzione di trasferirsi a Catanzaro”. 

Resta in piedi “un accordo di collaborazione tra Emergency e Protezione civile per contribuire concretamente a rispondere all’emergenza sanitaria in Calabria”, si apprende ieri in serata dal profilo Facebook di Gino Strada. Un piano che, sempre secondo La Repubblica, prevede la costruzione di ospedali da campo, l’individuazione di Covid Hotel e l’assistenza domiciliare ai pazienti con sintomi lievi.

“Non siamo l’Afghanistan” e “non abbiamo bisogno di missionari”, protesta però il governatore facente funzione, Nino Spirlì, che rivendica il diritto della Calabria a “governarsi come si governano tutte le altre” regioni. Non sono esclusi nuovi colpi di scena. 

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