04:07 29 Novembre 2020
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Il ministro per gli Affari Regionali Francesco Boccia si presenta in audizione alla Camera e snocciola i dati sui materiali inviati alle regioni da inizio pandemia, e sui 21 parametri chiude le porte a modifiche.

I 21 parametri utilizzati per decidere le sorti sanitarie delle regioni italiane non si toccano, non sono un tema di battaglia politica. A dirlo in audizione alla Camera dei Deputati è il ministro per gli Affari Regionali Francesco Boccia.

“Sono indicatori a garanzia della tutela della salute di tutti noi, sono oggettivi”, ha riferito in audizione alla Camera Boccia.

“Ieri c’è stata una richiesta comprensibile per un confronto su questi indicatori, ma il confronto avviene ogni settimana”, ha sottolineato Boccia aggiungendo che l’unico modo per variare i 21 parametri è farlo attraverso una valutazione scientifica sui parametri.

“Se viene fuori una valutazione scientifica sui parametri bene, ma non possiamo politicizzare i parametri”, ha detto il ministro.

L’Italia a zone è nata ad aprile

Il ministro riferisce che l’Italia suddivisa in zone è un modello “nato con il decreto di aprile, questa è la 26/esima settimana di utilizzo di quel modello. Non è nato il 3 novembre, ma mesi prima perché la fase di graduale riapertura l’abbiamo gestita con massima cautela nonostante le spinte per riaperture immediate”.

Lockdown come marzo-aprile

Un lockdown come quello vissuto a marzo e aprile “non è più riproponibile perché” in quel periodo non avevamo nulla: “non c’erano le mascherine, i ventilatori per adeguare le terapie intensive, nulla nel mondo”.

Il materiale distribuito alle regioni

Boccia riferisce anche che da inizio pandemia alle Regioni sono stati distribuiti quasi 2 miliardi di materiali consumabili, tra mascherine, tamponi, guanti, test antigenici, sierologici, tute di protezione, visiere.

Inoltre sono stati “distribuiti 897.536 materiali non consumabili, tra termometri, saturimetri, pompe, monitori, aspiratori, elettrocardiografi, umidificatori, ventilatori che sono stati 5.471 per il rafforzamento delle terapie intensive”.

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