03:50 29 Novembre 2020
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I dipendenti pubblici incroceranno le braccia il prossimo 9 dicembre. Ma la decisione, annunciata dai principali sindacati, fa discutere. E il ministro per la Pubblica Amministrazione, Fabiana Dadone, attacca: "Sono attonita".

Non ci sono le “risorse necessarie per lavorare in sicurezza, per avviare una vasta programmazione occupazionale e di stabilizzazione del precariato e per il finanziamento dei rinnovi CCNL Sanità Pubblica, Funzioni Locali e Funzioni Centrali”. Per questo i sindacati Fp Cgil, Cisl Fp, Uil Fpl e Uil Pa, hanno proclamato per il prossimo 9 dicembre uno sciopero nazionale dei dipendenti pubblici.

Chi lavora nella pubblica amministrazione, annunciano le organizzazioni, incrocerà le braccia “per l’intera giornata o turno di lavoro, con la garanzia dei servizi minimi essenziali previsti”. Una decisione che, stando alla nota diramata dai segretari generali delle categorie della funzione pubblica di Cgil, Cisl e Uil, Serena Sorrentino, Maurizio Petriccioli, Michelangelo Librandi e Nicola Turco, scaturisce dall’esito insoddisfacente del confronto tra governo e confederazioni sindacali.

L’oggetto del contendere, come si legge sul Giornale, sarebbero anche gli aumenti salariali, che probabilmente dovranno essere più contenuti, visto il ritardo nell’arrivo dei fondi europei. Ma l’iniziativa fa discutere.

La ministra per la Pubblica Amministrazione, Fabiana Dadone, intervistata ieri dalla trasmissione di Rai Tre, Agorà, e citata dal Corriere della Sera, si è detta “attonita di fronte al fatto che i sindacati lamentino una carenza di risorse e siano pronti addirittura a dichiarare lo sciopero”.

“Imbarazzante l'annuncio dello sciopero per il 9 dicembre dei sindacati dei dipendenti pubblici”, le fa eco il collega di partito Michele Dell’Orco. “Nonostante la crisi economica hanno un lavoro e uno stipendio garantito – attacca il deputato grillino, ex sottosegretario di Stato alle Infrastrutture e Trasporti, su Twitter - ma chiedono maggiori fondi”. “In piena seconda ondata – conclude - sinceramente non si può sentire”.

Critico anche il giornalista di La7, Alessio Lasta, che sullo stesso social network commenta duramente la decisione dei dipendenti pubblici di incrociare le braccia: “Sciopero. In questa situazione, siete consorterie, non corpi intermedi, ma da tempo ormai”.

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