01:31 01 Dicembre 2020
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Anche Moderna ha annunciato il suo vaccino, ma ora i problemi sono logistici e legati alla produzione e allo stoccaggio delle dosi. Servono nuove linee produttive, personale e super frigoriferi.

Moderna ha annunciato ad inizio settimana che il suo vaccino anti Sars-CoV-2 raggiungerebbe una efficacia del 94%, superiore quindi a quella dichiarata da Pfizer e BioNTech che si ferma al 90%.

Le Borse mondiali hanno esultato, anche se decisamente meno, sull’annuncio di Moderna e seguono le evoluzioni successive con grande apprensione: dal vaccino dipende la ripresa dell’economia.

Il problema tuttavia è proprio sulla logistica e sulla distribuzione del vaccino. Come per Pfizer, anche il vaccino di Moderna richiederà tempo per la produzione e richiederà appositi frigoriferi speciali per la conservazione durante il viaggio.

Servono frigoriferi altamente performanti capaci di mantenere temperature costanti con variazioni massime di pochi decimi, poiché un grado potrebbe essere fatale per il vaccino.

400 milioni di dosi annue

Lonza, la società svizzera che collabora con Moderna alla produzione del vaccino, ha affermato che potrà produrre 400 milioni di dosi di vaccino anti Covid-19 annuali.

Moderna ha riferito che in totale potrebbe riuscire a produrre tra i 500 milioni e il miliardo di dosi di vaccino in un anno, con 20 milioni pronti entro la fine del 2020.

Tuttavia va aggiunto che tutti i vaccini contro il Coronavirus richiedono una doppia dose per ciascun paziente. Quindi a una prima somministrazione dovrà necessariamente seguire anche una “dose di richiamo”.

Lonza e i problemi di produzione

A Cnbc il presidente di Lonza, Albert Baehny ha riferito che aumentando le linee di produzione la società, con stabilimenti produttivi negli USA e in Svizzera, sarà in grado di aumentare la produzione al massimo a 500 milioni di dosi annue.

La sfida dei frigoriferi

Servono frigoriferi in grado di generare temperature a -70 gradi centigradi per il vaccino di Pfizer, mentre Moderna afferma che il suo vaccino resta stabile anche a temperature comprese tra i +2 e i + 7 gradi centigradi.

Quindi per Moderna non ci saranno grandi problemi di conservazione, mentre Pfizer si è rivolta alla società Nusco di Avellino, in Campania, per la produzione di un ultra congelatore ad uso sanitario che risulta essere in fase avanzata di studio e realizzazione.

Il super frigorifero della Nusco di Avellino raggiungerà temperature tra i -60 e i -86 gradi centigradi.

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vaccino, Coronavirus
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