18:42 25 Novembre 2020
Italia
URL abbreviato
Di
270
Seguici su

E’ duro il commento del pedagogista Daniele Novara all’allarme lanciato ieri dal coordinatore del Comitato tecnico scientifico (Cts), Agostino Miozzo, sull’impatto della nuova chiusura delle scuole decisa da governo e regioni per contenere i contagi da Covid.

Ieri, sulle colonne del Corriere della Sera, Miozzo ha menzionato in particolare il rischio della “sindrome della capanna” per i ragazzi costretti a casa davanti a un pc.

Interpellato sulla questione da Sputnik Italia il fondatore e direttore del CPP, Centro PsicoPedagogico, ha risposto:

 “E’ dalla scorsa primavera che lanciamo questo allarme, ma siamo stati totalmente inascoltati. Noi, esperti di bambini, di adolescenti e di educazione, non siamo stati inseriti nel Cts, e neanche nella commissione preposta per la riapertura delle scuole. Mi fa piacere che Miozzo abbia un pentimento, però dovrebbe riconoscere che finora si sono mossi in un’altra direzione, che non è vero il Cts ha subìto la chiusura delle scuole, perché il Cts ha sempre sostenuto la chiusura delle scuole. E noi pedagogisti siamo stati lasciati ai margini di ogni tipo di discussione, non siamo stati ascoltati né dal Cts né dal governo”.

"La scuola è salute!"

Daniele Novara - pedagogista

A fronte di tale indifferenza da parte delle istituzioni, nelle scorse settimane Novara, insieme ad altri sette specialisti di fama in ambito educativo (Giancarlo Cerini, Roberto Farné, Ivo Lizzola, Raffaele Mantegazza, Anna Oliverio Ferraris, Bruno Tognolini e Silvia Vegetti Fvinzi) hanno lanciato il manifesto “La scuola è salute!”.

“Siamo stati costretti a fare un manifesto, in otto, per dire che la scuola è in presenza, non si può tenere il 100% dei ragazzi in preadolescenza con la mamma. Certo che è un danno. Lo scopre ora il dottor Miozzo? Buon per lui, se ci avessero ascoltato le scuole sarebbero aperte”, ha rimarcato Novara.

Secondo il pedagogista, il comitato tecnico-scientifico ha cambiato posizione perché “adesso si rendono conto che i ragazzi a casa sono un pericolo per loro e per gli altri, perché sono le case i focolai, non le scuole”. Non a caso, ha aggiunto, “l’Inghilterra e la Francia tengono gli studenti a scuola, perché la scuola è il luogo più sicuro”.  E se si guarda “alle regioni che hanno chiuso le scuole, i dati non stanno migliorando: Prendiamo la Campania che ha chiuso le scuole 20 giorni fa e adesso è in zona rossa. Vuol dire che non è servito a nulla”.

"Azzolina tagliata fuori dal Cts"

Per Novara anche la ministra dell’Istruzione, Lucia Azzolina, “è stata tagliata fuori dal Cts”, perché “in questo momento la scuola è commissariata dal sistema medico-sanitario, dal ministro della Salute Speranza e dal Cts”. Un commissariamento che lo stesso pedagogista aveva denunciato lo scorso agosto: “Il Cts riconosca di aver sbagliato a non ascoltare i tecnici del settore infantile-adolescenziale”.

"Pieno sostegno ai movimenti di mamme e ragazzi"

Alla richiesta di un commento sui ragazzi del movimento “Priorità alla Scuola”, scesi in strada a fare scuola in diverse città italiane, in segno di protesta contro il ricorso alla Dad, Novara ha risposto: “Io sostengo totalmente il movimento delle mamme che chiedono la riapertura delle scuole così come quello dei ragazzi di Milano e Torino".

"Io sono con loro, e non con questa generazione di adulti arroganti che li vuole tenere a casa con la mamma. I ragazzi devono uscire dal nido materno”.
RegolamentoDiscussione
Commenta via SputnikCommenta via Facebook