22:21 03 Dicembre 2020
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A neanche 24 ore dalla nomina da parte del Governo a nuovo Commissario della Sanità calabrese, Eugenio Gaudio ha fatto un passo indietro per motivi legati alla propria situazione familiare.

Non sembra voler terminare il terremoto che in queste ultime settimane sta coinvolgendo la sanità calabrese: dopo le dimissioni di Giuseppe Zuccatelli arrivate nella giornata di ieri, oggi anche il suo successore nominato dal governo Eugenio Gaudio, rettore in carica dell'Università La Sapienza di Roma, ha preferito rinunciare all'incarico.

Ad annunciarlo, in una lunga intervista rilasciata al quotidiano La Repubblica, è stato il diretto interessato, adducendo motivi di carattere personale e familiare:

"Mia moglie non ha intenzione di trasferirsi a Catanzaro. Un lavoro del genere va affrontato con il massimo impegno e non ho intenzione di aprire una crisi familiare", ha spiegato Gaudio ai giornalisti, che gli chiedevano di fornire ulteriori spiegazioni onde non dare adito a possibili illazioni.

Il rettore, sottolineando quello che sarebbe stato il suo entusiasmo a livello personale nel mettersi alla prova in Calabria, ha poi smentito eventuali collegamenti tra la sua rinuncia e la lettera pubblicata nella mattina da Gino Strada in cui quest'ultimo aveva smentito a priori l'ipotesi di un possibile tandem proprio con Gaudio:

"No, non sono questi i problemi, ho passato tutto il mandato in Sapienza a trovare coinvolgimenti, mediare. La scelta è mia, non posso fare il commissario della Sanità in Calabria", ha concluso.

Gaudio nominato dopo le dimissioni di Zuccatelli

La nomina di Gaudio era arrivata dopo le dimissioni di ieri di Giuseppe Zuccatelli, indicato solo poco più di una settimana fa come sostituto di Saverio Cotticelli, rimosso per non aver preparato il piano di emergenza per la seconda ondata di coronavirus. Zuccatelli era stato subito travolto dalle polemiche per la diffusione di un video in cui sosteneva l’inutilità delle mascherine e ieri, dopo una telefonata del ministro della Salute Roberto Speranza, ha lasciato l'incarico.

Ora il governo dovrà tornare al lavoro per trovare un nome adatto a risollevare la Sanità calabrese, in una regione in cui questo comparto risulta essere commissariato da quasi 11 anni e che è stata classificata come zona rossa per l'emergenza Covid.

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