00:40 01 Dicembre 2020
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Il direttore dell'Agenzia del Farmaco assicura che il vaccino è efficace per evitare il contagio, non solo i sintomi gravi. Per uscire fuori dal tunnel dovrà essere somministrato al 70% della popolazione.

Pfizer e Moderna hanno annunciato il successo degli studi clinici di terza fase dei candidati vaccini, con un'efficacia pari o superiore al 90% nel "prevenire il contagio e quindi la malattia" con una risposta anticorpale "a livelli elevati per qualsiasi fascia d'età". Lo ha detto il direttore generale dell'Aifa, Nicola Magrini, in un'intervista a La Stampa. 

Magrini però va cauto nel cantare vittoria, anzi frena gli entusiasmi e avverte che per vedere l'uscita bisogna attendere. Se è vero che gli studi clinici indicano che i vaccino sono in grado di evitare non solo le sintomatologie gravi ma soprattutto il contagio, dall'altro lato si inizierà a intravedere la luce fuori dal tunnel "quando almeno il 70% delle persone sarà immunizzato" ovvero "la soglia minima per raggiungere la cosiddetta immunità di gregge che impedisce al virus di circolare".

I tempi per il vaccino

Se l'Ema riceverà i dossier di Pfizer, Modera e AstraZeneca entro dicembre, i vaccini potranno essere a contemporaneamente a disposizione per metà gennaio, ma la campagna di vaccinazione sarà graduale e durerà mesi, avverte Magrini. 

"Sarà un'operazione lunga e difficile - spiega - perché parliamo di vaccinare almeno 40 se non 50 milioni di italiani. E per ottenere una piena immunizzazione per tutti e tre i vaccini in fase di sperimentazione, servirà un richiamo a distanza di 3 settimane" che per il vaccino Moderna si estende a 4. La prima dose riuscirà a sviluppare "dopo i primi 10-12 giorni una barriera anticorpale" che dovrà "essere rafforzata dalle seconda dose. 

Medici, infermieri e personale sanitario verranno vaccinati per primi. Nella scala di priorità enunciata da Magrini, seguono forze dell'ordine, anziani delle RSA.

"Poi passeremo ai grandi anziani anche se dobbiamo ancora decidere se conterà soltanto l'età o anche la presenza di patologie gravi", aggiunge. 

Secondo le previsioni del direttore dell'Aifa entro la fine del 2021 la copertura potrà essere garantita a tutta la popolazione.

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Coronavirus, vaccino, Italia
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