22:30 03 Dicembre 2020
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Il Tar del Lazio ha parzialmente accolto il ricorso del Sindacato Medici Italiani sull'assistenza domiciliare ai pazienti Covid.

Parzialmente accolto da parte del Tar del Lazio il ricorso effettuato dal Sindacato dei Medici Italiani riguardo alcuni provvedimenti della Regione Lazio sulle visite a domicilio dei pazienti Covid.

"L'affidamento ai medici di medicina generale del compito di assistenza domiciliare ai malati Covid risulta in contrasto con la normativa emergenziale. [...] I Medici di Medicina Generale risultano investiti di una funzione di assistenza domiciliare ai pazienti Covid del tutto impropria, che per legge dovrebbe spettare unicamente alle Unità Speciali di Continuità Assistenziale (Usca)" afferma il Tar.

Le Usca sono di fatto le equipe mediche istituite dalle aziende sanitarie locali appositamente per le visite a domicilio.

Il Tar ha poi aggiunto che con questi provvedimenti sull'assistenza domiciliare i medici di famiglia verrebbero distratti dal compito principale di assistenza ordinaria "a tutto detrimento della concreta possibilità di assistere i tanti pazienti non Covid, molti dei quali affetti da patologie anche gravi".

Un passaggio dell'ordinanza regionale del 17 marzo scorso dove si valutava l'eventuale attivazione delle Usca nei pazienti Covid positivi era stato contestato dal Sindacato poiché contemplava l'intervento dei medici di base per l'assistenza domiciliare.

"Hanno ragione i ricorrenti quando affermano che il legislatore d’urgenza ha inteso prevedere che i medici di famiglia potessero proseguire nell’attività assistenziale ordinaria, senza doversi occupare dell’assistenza domiciliare dei pazienti Covid. L’affidamento ai medici di medicina generale del compito di assistenza domiciliare ai malati Covid risulta in contrasto con quelle disposizioni" hanno concluso i giudici del Tar.

Annunciato il ricorso in appello da parte della Regione

La Regione Lazio ha annunciato il ricorso in appello al Consiglio di Stato contro la sentenza del Tar.

"(La sentenza, ndr) non tiene conto di un quadro di forte evoluzione del ruolo dei medici di medicina generale nel contrasto alla pandemia ed arriva dopo 8 mesi dalle modalità organizzative messe in atto che finora hanno consentito al Lazio di essere nella cosiddetta zona gialla. Nel Lazio vi sono oltre 60 mila persone in isolamento domiciliare ed è tecnicamente impossibile gestirle unicamente con le Usca" ha dichiarato l'Unità di crisi della regione Lazio.

Agli inizi di dicembre il Tar del Lazio aveva annullato l'ordinanza di Zingaretti sull'obbligatorietà del vaccino per i cittadini di età superiore ai 65 anni.

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