18:49 28 Novembre 2020
Italia
URL abbreviato
120
Seguici su

L’economista Michele Geraci, ex sottosegretario al ministero dello Sviluppo Economico del primo governo Conte, ha evidenziato come l’accordo RCEP (Regional Comprehensive Economic Partnership), siglato ieri da 15 paesi asiatici, “crea una delle più grandi aree di scambio al mondo, che rappresenta il 30% del Pil globale”.

Interpellato da Sputnik Italia su quali possano essere le opportunità per l’Italia, Geraci ha risposto: “La potenzialità di crescita di quest’area del mondo presenta delle importanti opportunità per il nostro paese, ma ad oggi l’Italia esporta verso quell'area soltanto 43 miliardi, circa il 10% del nostro export totale, e i tassi di crescita del nostro export verso questi paesi non sono ottimali: andiamo male quasi dovunque”.

“Nel 2019 abbiamo avuto una diminuzione dell'export verso la Cina (-6%), verso Singapore (-21%), verso il Vietnam (-5%) e verso la Nuova Zelanda (-2%). Soltanto in Giappone, tra i grandi, abbiamo registrato una crescita del 13%, troppo poco”, ha detto Geraci, secondo cui la “nostra difficoltà nel penetrare l’Asia è dovuta alla scarsa conoscenza di quei mercati da parte delle nostre imprese e dal fatto che gran parte è composto proprio da Pmi che, al contrario delle grandi aziende tedesche e francesi, hanno difficoltà ad aggregarsi, a creare massa, a fare fronte comune”.

Fare sistema

Se “in Francia e Germania, 80% dell’export verso paesi non-Ue è portato avanti da aziende con più di 250 impiegati, da noi soltanto il 50%”, mentre “il 35% del nostro export verso paesi non-UE è composto da aziende che contano tra i 50 e 250 impiegati, mentre sono solo il 10% in Germania e Francia, i nostri principali concorrenti”.

“I numeri, quindi, chiedono un cambio di strategia imminente, condizione necessaria per presentarsi come sistema Italia nei confronti sia dei consumatori di quei paesi, sia nei confronti delle aziende acquirenti dei nostri prodotti della meccanica, per esempio”, è l’analisi dell’ex sottosegretario, docente di Economia alla Nottingham University di Ningbo e alla New York University di Shanghai.

La crisi Covid ha accelerato la riappacificazione tra rivali storici

Geraci ha evidenziato come dal punto di vista geopolitico, “proprio la crisi Covid, molto sentita in Asia, abbia accelerato quel processo di ‘riappacificazione’ tra rivali storici, Cina, Giappone, Corea e, recentemente, anche Australia".

Una riappacificazione che "spiazza così, ancora prima di insediarsi, il nuovo Presidente Usa, Joe Biden, che, da vice di Barack Obama, aveva portato avanti sia il Trans-Pacific Partnership (TPP) sia il piano Pivot to Asia. Tutto da rivedere”. 

Accordo senza Usa e India

L'accordo è stato siglato a margine del vertice annuale dell'Associazione delle nazioni del sud-est asiatico (Asean) che comprende Brunei, Cambogia, Indonesia, Laos, Malaysia, Myanmar, Filippine, Singapore, Tailandia e Vietnam. Ne rimangono fuori gli Stati Uniti, che nel 2017 avevano abbandonato il Tpp, e l'India, che ha abbandonato i negoziati lo scorso anno per timore di tariffe troppo basse. I firmatari dell'intesa hanno però sottolineato che la porta rimane aperta per Nuova Delhi.

RegolamentoDiscussione
Commenta via SputnikCommenta via Facebook