01:12 01 Dicembre 2020
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Nell'ultima settimana l'indice Rt è sceso al di sotto della soglia 1,5, lasciando intravedere la "luce in fondo al tunnel". Per l'epidemiologo Lopalco siamo "bel lontani dal cantare vittoria".

Indice Rt inferiore a 1,5: ma non c'è nulla da festeggiare. A rovinare il timido ottimismo trapelato dopo la notizia della riduzione dell'indice dei contagi, passato in una settimana da 1,7 a 1,4, ci pensa l'epidemiologo Pier Luigi Lopalco, da poco nominato assessore alla Sanità della regione Puglia. 

"Ascolto con sconcerto parole di rassicurazione ed ottimismo intorno al fatto che la velocità del contagio "stia rallentando". Il problema è che, se tutti lo ripetono, la gente alla fine ci crede", scrive Lopalco in un post di Facebook.

Un indice di Rt misura l'"accelerazione" della curva dei contagi, ma questa "ha raggiunto dimensioni critiche, il numero di nuovi casi giornalieri non solo continuerà ad essere alto, ma in presenza di un Rt superiore ad 1 continuerà perfino a crescere", spiega. 

"Siamo ben lontani dal cantare vittoria", aggiunge. 

Nonostante la riduzione dell'indice di contagio, la pressione sugli ospedali continuerà ad aumentare il numero di nuovi ricoveri sarà pari al numero di dimissioni e potrà allentarsi solo quando le dimissioni saranno superiori ai ricoveri. 

"Prima di allora dobbiamo rafforzare le misure di prevenzione primaria", conclude.

La decelarazione della curva dei contagi 

Nella settimana dal 2 all'8 novembre, il fattore Rt è passato da 1,7 a 1,4, mostrando una decelerazione della curva dell'epidemia. 

Per il presidente del Consiglio Superiore della Sanità, Francesco Locatelli, si tratta di "un’iniziale ma chiara decelerazione della curva della trasmissibilità dell’infezione", il primo risultato dei provvedimenti restrittivi adottati a fine ottobre. 

 

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