18:37 25 Novembre 2020
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L’avvertimento del virologo che consiglia invece di sfruttare le ferie di fine anno per simulare un lockdown. E prevede che la fine dell'emergenza non arriverà prima del 2021-2022.

Il virologo Andrea Crisanti, in prima linea nella lotta alla pandemia di coronavirus già a marzo nella città di Vo, è preoccupato da una possibile riapertura delle regioni italiane a Natale. La decisione di allentare le restrizioni potrebbe portare a una terza ondata di contagi all’inizio del nuovo anno.

“Piuttosto che riaprire per Natale, penso che la situazione sia così malmessa da dover consigliare l’opposto: approfittare delle ferie di fine anno per chiudere tutto in quelle due settimane e cercare di fermare il contagio. Ma capisco che bisogna tener conto delle esigenze dell’economia...”.

Il docente di Microbilogia all’università di Padova aggiunge parlando a Repubblica: “Senza strumenti per contrastare la diffusione sul territorio, come si può pensare a un allentamento? A gennaio saremo di nuovo in questa situazione se non in una peggiore, nel pieno della terza ondata. È cosi elementare: approfittare delle ferie per chiudere”.

Servirà un lockdown

Crisanti è convinto che al di là delle regioni di diversi colori servirà comunque una chiusura totale.

“Io penso che il lockdown bisognerà comunque farlo. Risulterà inevitabile, i numeri lo imporrano. L’Rt resterà superiore o uguale a uno a lungo. È una questione matematica”.

La fine della pandemia

Per il virologo la fine della pandemia non si avrà prima “della fine del 2021, inizio del 2022”.

“Avere le prime dosi a gennaio, febbraio o marzo non incide certo sulla diffusione dell’epidemia. Riparliamone quando sarà vaccinato il 70% della popolazione”, cioè dopo “un anno. Ma non vi accorgete che non sono riusciti nemmeno a coprire il fabbisogno del vaccino influenzale? Figurarsi quel che accadrà con l’anti-Covid”.

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