07:37 02 Dicembre 2020
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L’Italia sta lavorando bene, secondo il responsabile dell’agenzia onusiana e tra una decina di giorni di vedranno gli esiti della divisione delle Regioni in fasce.

Per Ranieri Guerra, direttore aggiunto dell’Organizzazione mondiale della Sanità, la seconda ondata della pandemia di coronavirus durerà più della prima anche se i dati dei contagi iniziano ad essere stabili la situazione resta importante. Inoltre Guerra, sulle pagine del Corriere della Sera, promuove l’operato del governo e la decisione di dividere in fasce le Regioni, gli effetti dei “colori” si vedranno tra 10 giorni circa.

“Credo che l’andamento della curva darà ragione al Governo che lo ha fortemente voluto”, ha detto Guerra sottolineando che “la curva sta rallentando e tra poco comincerà a scendere di nuovo ma si allungherà nel tempo, rispetto a quella della prima ondata in quanto abbiamo più casi, diffusi sull’intero territorio nazionale, diagnosticati anche molto meglio, grazie ad una attività di test in continua crescita. E non ci dimentichiamo che siamo appena all’inizio della stagione invernale”.

Attenti ad aprire a Natale

Per Guerra, però, non bisogna avere fretta di riaprire anche se il desiderio di passare un Natale sereno e in compagnia è forte.

“Bene che vada sarà un Natale sobrio, anche se i numeri dell’epidemia migliorassero. Sarebbe un grosso errore lasciarsi andare, come è avvenuto in estate. Il quadro è molto chiaro. Il virus si trasmette grazie ai contatti interumani. O li limitiamo spontaneamente con il senso di responsabilità a cui continuiamo a fare appello, oppure ci dovranno essere chiusure imposte con le conseguenze economiche e sociali che ormai conosciamo bene. Una scorciatoia non esiste”.

Il sistema italiano funziona

Guerra spiega che “tempo una decina di giorni” si vedranno i risultati dei nuovi Dpcm e della strategia delle fasce di rischio regionali.

“L’Italia ha messo in piedi un monitoraggio molto articolato, basato su indicatori complessi, alimentati dal flusso di informazioni che le Regioni trasmettono a una cabina di regia formata dal ministero della Salute, dall’Istituto Superiore di sanità e dalle stesse Regioni. Un meccanismo analitico che non tutte le organizzazioni sanitarie possono permettersi”.

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OMS, Coronavirus
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