21:46 03 Dicembre 2020
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Per effetto delle restrizioni contenute nei Dpcm, i contagi iniziano a rallentare. La situazione, avverte il presidente del Consiglio Superiore della Sanità, resta critica.

I provvedimenti restrittivi mostrano i primi risultati sulla curva di contagio che, dopo diverse settimane, inizia a decelerare e segna una riduzione dell'indice Rt al di sotto di quota 1,5. 

"C’è un’iniziale ma chiara decelerazione della curva della trasmissibilità dell’infezione. Il dato relativo all’Rt è un indicatore della decelerazione". Così il presidente del Consiglio Superiore di Sanità, Francesco Locatelli, conferma alcune indiscrezioni sulla situazione dei contagi durante la conferenza stampa sui dati del monitoraggio delle Regioni della cabina di regia.

Nella settimana dal 2 all'8 novembre, l'indice Rt è passato da 1,7 a 1,4 mentre ieri è stato "il quarto giorno di fila in cui si osservava un calo degli accessi alle terapie intensive: 122, 110, 89 e ieri 60", afferma Locatelli, aggiungendo che la decelerazione andrà "ovviamente confermata".  

Per Locatelli questi dati sono la conferma che il sistema della divisione dell'Italia in face per "classi di rischio differenziate" funziona e sta "portando i frutti", permettendo di gestire una situazione che rimane pur sempre "critica", ma rispetto alla quale" cominciamo a vedere una decelerazione chiara e inequivocabile". 

Il Dpcm che divide l'Italia in fasce di rischio

Da venerdì 6 novembre l'Italia è stata divisa in tre differenti fasce in base al rischio: zona rossa, arancione e gialla. La suddivisione è stata concepita per intervenire in maniera mirata con differenti restrizioni effettivamente proporzionate in base alla specifica situazione epidemica delle regioni. 

In un primo momento le regioni destinate alla zona rossa erano solo quattro: Lombardia, Val D'Aosta, Piemonte e Calabria. In seguito la zona rossa è stata estesa comprendendo anche Alto Adige, Campania e Toscana.

La zona arancione, oltre a Sicilia e Puglia, è stata successivamente ampliata a Abruzzo, Basilicata, Liguria, Umbria, Emilia-Romagna, Friuli e Marche.

In zona gialla restano solo Lazio, Molise, Trento, Sardegna e Veneto.

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contagio, Coronavirus, Italia
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