04:23 29 Novembre 2020
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Un gruppo di ricercatori italiani dell'Inaf ha realizzato uno studio sugli esopianeti abitabili che si collocano attorno alle stelle binarie. Nel 2029 partirà la missione dell'Agenzia Spaziale Europea (Esa), che studierà centinaia di pianeti esterni al nostro sistema solare.

Studiare l’atmosfera di centinaia di pianeti esterni al nostro sistema solare. È l’obiettivo di Ariel, la missione dell’Agenzia Spaziale Europea (Esa), che partirà nel 2029. Un’avventura che parla anche italiano.

Il telescopio del diametro di un metro e la strumentazione elettronica di bordo, secondo quanto riferisce l’Ansa, citando una nota congiunta dell’Agenzia Spaziale Italiana (Asi) e dell'Istituto Nazionale di Astrofisica (Inaf), sarà made in Italy. Il nostro Paese darà il suo contributo con gli scienziati dell'Università di Firenze, l'Istituto di Fotonica e Nanotecnologie del Cnr di Padova e dell'Università Sapienza di Roma.

Nel frattempo, proprio un gruppo di ricercatori dell’Inaf di Trieste e Torino ha pubblicato sul The Astrophisical Journal uno studio sugli esopianeti abitabili che si collocano attorno alle stelle binarie. La fascia di abitabilità, come spiega Askanews che ha intervistato gli autori della ricerca, è una zona in cui la disponibilità di acqua in forma liquida permette l’esistenza di forme di vita.

L’articolo, intitolato “Proprietà statistiche delle zone di abitabilità nei sistemi stellari binari”, firmato da Paolo Simonetti, Giovanni Vladilo, Laura Silva e Alessandro Sozzetti, è il primo ad affrontare il tema “in modo sistematico”, con una simulazione che rappresenta “la popolazione realmente presente nella Via Lattea”, dove quasi la metà delle stelle, il 40 per cento, sono inserite in un sistema binario.

In altre parole, un sistema in cui due stelle girano attorno ad un comune fulcro. Con un metodo matematico e statistico lo studio ha calcolato il numero di “zone abitabili” e “regioni di instabilità” all’interno della galassia.

“Se in un certo sistema la regione di instabilità si sovrappone alla zona abitabile, allora in quel sistema non ci potranno essere pianeti abitabili - hanno spiegato gli esperti ad Askanews - al contrario, se la regione di instabilità e la zona abitabile sono ben lontane l’una dall’altra, allora il sistema può potenzialmente ospitare un pianeta in grado di sostenere la vita, come la Terra”.

Quello di realizzare un “censimento” della composizione dei pianeti esterni al sistema solare per rispondere alle domande sull’origine dell’universo e della nostra galassia sarà l’obiettivo della missione Ariel, a cui lavorano decine di istituti e 17 Stati europei, con il supporto della Nasa.

Nei prossimi anni verrà realizzato il veicolo spaziale che studierà gli esopianeti. Un veicolo che parlerà anche italiano.

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