20:53 03 Dicembre 2020
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Si avvicina il primo Natale dell'era Covid e il governo già prepara un piano per arginare i contagi durante le feste. E così dopo il rebus dei "congiunti" arriva quello dei "parenti stretti": ecco con chi potremmo trascorrere il Natale.

Chi sono i parenti stretti? È una domanda che finora ha suscitato poco interesse, dalla risposta quasi scontata. Eppure a poco più di un mese di distanza dal primo Natale dell’era Covid, rispondere a questo interrogativo è diventato un vero e proprio rompicapo, la cui soluzione, però, diventa essenziale per capire con chi potremmo trascorrere le festività natalizie.

Se giovedì scorso, ospite della trasmissione ‘L’Aria che tira’, su La7, il ministro per gli Affari Regionali, Francesco Boccia, ha detto che “a Natale sarà meglio stare solo in compagnia del nucleo familiare più stretto”, la sottosegretaria alla Salute, Sandra Zampa, del Pd, è stata ancora più chiara. "Non credo che ci possano essere allenamenti delle misure per Natale – aveva detto – anzi dovremmo prevedere molto probabilmente una limitazione delle persone riunite a non oltre il primo grado di parentela”. 

Ma cosa si intende per "primo grado"? Una risposta al quesito si può trovare nell’articolo 75 del Codice Civile che stabilisce proprio le linee di parentela e afferma come siano “parenti in linea retta le persone di cui l'una discende dall'altra”. Quelle che non discendono l’una dall’altra, invece, sono parenti “in linea collaterale”.

Quindi genitori e figli sono parenti di primo grado, ma non lo sono i fratelli e neppure nonni e nipoti. Un nuovo dpcm concepito sulla base delle dichiarazioni del sottosegretario Zampa, quindi, costringerebbe i genitori con più di un figlio a dover scegliere con chi passare le festività natalizie e i nonni a non poter vedere i nipoti a Natale.

Anche secondo una tabella pubblicata sul sito dell’Inps, e redatta sulla base di queste disposizioni, citata dal sito StartupItalia, la relazione di parentela di primo grado sussiste solo tra genitori e figli, mentre i fratelli e nonni e nipoti sono parenti di secondo grado. Parenti di terzo grado sono gli zii e i bisnonni. I cugini, invece, lo sono di quarto.

Insomma, dopo il rebus dei congiunti, le disposizioni anti-contagio per le prossime festività natalizie si preannunciano a dir poco confuse. Forse per questo motivo, il ministro della Salute, Roberto Speranza, citato dal Messaggero, ha messo le mani avanti definendo quello sulle limitazioni ai festeggiamenti un discorso “prematuro”. Bisognerà aspettare i risultati delle misure prese negli ultimi giorni, è il ragionamento di Speranza.

Di sicuro se dovessero restare in piedi lockdown e coprifuoco alle 22, potremmo dover dire addio al cenone e, per il caso delle regioni rosse, anche a trascorrere il Natale con i parenti non conviventi. Uno scenario estremo che sarebbe disastroso non solo a livello psicologico, ma anche economico, con il Censis che ha stimato in una perdita di 25 miliardi l’impatto di un Natale in lockdown sui consumi.

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