03:26 04 Dicembre 2020
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Stefano Bonaccini è ancora positivo al Coronavirus ed ha la polmonite bilaterale ad uno stato iniziale. Può essere curato a casa e continuare a lavorare, ma senza stress.

Il presidente della Regione Emilia-Romagna Stefano Bonaccini scrive del suo stato di salute dopo aver contratto il virus Sars-CoV-2 alcuni giorni fa.

Ha fatto il tampone di controllo dice ed è risultato “purtroppo ancora positivo”, e dal momento che continua ad avere una tosse persistente si è fatto visitare e si è sottoposto a “ulteriori accertamenti” che hanno portato a una diagnosi di “polmonite bilaterale ad uno stadio iniziale”.

“Al momento, i medici ritengono che possa essere adeguatamente curato da casa, senza dover essere ricoverato. E questo è almeno un sollievo”, scrive Bonaccini.

Il presidente della Conferenza Stato Regioni conferma che proseguirà la sua attività lavorativa da casa, “rinunciando magari a qualche eccesso di stress che in questi mesi non mi ha certo aiutato. Ma non mi fermo.”

Per la battaglia al Covid-19 non ci sono scorciatoie

Fino a quando non avremo un vaccino “non ci sono scorciatoie” da seguire per “contrastare il Covid e la sua avanzata”, scrive ancora Bonaccini introducendo l’ordinanza che ha firmato nella sua Regione per contenere la diffusione del Coronavirus.

“Ieri (12 novembre, ndr) ho assunto una nuova ordinanza, che contiene ulteriori misure e restrizioni. L'ho fatto col cuore pesante perché so bene che dietro ogni sospensione o limitazione delle imprese e del lavoro ci sono persone e famiglie che vanno ancor più in difficoltà, dopo mesi già difficili.”

Dobbiamo però fare uno sforzo dice ancora, “perché dobbiamo impedire al virus di nutrirsi di sottovalutazione e insofferenza”.

Bisogna stringere i denti perché “i posti letto non sono infiniti come non lo è la capacità di sopportazione dei lutti, della malattia, della sofferenza”.

L’appello di Bonaccini

Io vi garantisco il mio impegno e “che farò la mia parte fino in fondo”, scrive Bonaccini, ma serve che voi non ignoriate le regole, perché poi non si può “dire che il lavoro o la scuola non si possono fermare”.

“Perché è solo dal rispetto di tutti delle limitazioni (anche di quelle non scritte: ad esempio stare a casa se non è davvero indispensabile uscire) che dipende la nostra capacità di fermare il contagio, di rallentare i ricoveri, di contenere i decessi. E di tutelare il diritto alla salute, al lavoro, alla scuola.”
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