17:42 25 Novembre 2020
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Il virologo dell'Università di Padova, intervistato da Radio Capital, evidenzia i punti deboli del vaccino sviluppato da Pfizer e Biontech: "Ha bisogno di una catena del freddo a -80 gradi e quindi non sarà disponibile in farmacie e studi medici”. E rilancia l'idea del lockdown totale: "Unico modo per abbassare la curva dei contagi".

Il vaccino anti-Covid della Pfizer? Non sarà “risolutivo” e non ci salverà da un possibile nuovo lockdown secondo il virologo dell’università di Padova, Andrea Crisanti.

Il promettente siero sviluppato dal team tedesco-americano di Pfizer e Biontech non avrà “un impatto sull’epidemia prima di dodici mesi”, ha detto ai microfoni di Radio Capital il professore dei Microbiologia e Microbiologia clinica. Un “vero cambiamento”, se arriverà, non arriverà prima di “ottobre-novembre 2021”, è convinto Crisanti, intervistato dalla trasmissione 'The Breakfast Club'.

Inoltre, ha spiegato l’infettivologo, la somministrazione non potrà essere “obbligatoria”. Questo dipende anche dal “meccanismo con il quale sarà messo in commercio”, ha detto Crisanti.

Innanzitutto, come evidenziato nei giorni scorsi anche da un report dell’azienda tedesca di trasporti DHL, c’è un “problema di tipo logistico”. Il vaccino basato sull’Rna messaggero della Pfizer “ha bisogno di una catena del freddo a -80 gradi e la tecnologia per la conservazione in Italia non è disponibile nei punti di distribuzione, quindi farmacie e studi medici”.

Crisanti, quindi, citato dal Giornale, non esclude l’idea di un lockdown totale per “abbassare il numero dei casi”. “Ci si arriverà”, preconizza il virologo, mettendo in guardia, inoltre, sul fatto che una riapertura nel periodo natalizio potrebbe dare il via ad un'eventuale “terza ondata”.

A porre il problema del trasporto del vaccino, subito dopo l’annuncio dell’efficacia del 90 per cento riscontrata nella terza fase dei test, era stato uno studio della società di logistica tedesca DHL, che paventava come due terzi della popolazione mondiale potesse rimanere tagliata fuori dalla campagna di vaccinazione di massa proprio per motivi legati al trasporto delle fiale.

In particolare, il vaccino sviluppato dalla Pfizer, deve essere conservato a temperature glaciali (-75 gradi) e prevede due richiami. Per questo tutti quei Paesi che non dispongono di infrastrutture adatte a mantenere la catena del freddo, quindi, potrebbero incontrare difficoltà nel percorso verso l’immunizzazione.

Una peculiarità che, ha sottolineato anche Crisanti, potrebbe creare problemi anche in Europa.

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