16:03 24 Novembre 2020
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Nelle carceri si starebbe rischiano una esplosione dell'epidemia, con un aumento dei contagi del 600% in due settimane. Lo denuncia l'Organizzazione sindacale della Polizia del Penitenziario.

Destano “grave e motivata preoccupazione i dati e le notizie riguardanti il costante aumento (circa il 600% in due settimane) dei contagi da Covid-19 sia nel personale, in particolare di Polizia Penitenziaria e sia nell’utenza detentiva”, lo scrive l’Organizzazione sindacale autonomia di Polizia Penitenziaria (OSAPP) in un comunicato stampa rivolto al ministro della Giustizia Alfonso Bonafede e al capo del Dap Bernardo Petralia.

L’Osapp denuncia che mancano i dispositivi di protezione individuale (le mascherine) “nei reparti detentivi e nelle zone di attività e socialità in comune”.

“Non poca perplessità sta destando la sostanziale assenza di disposizioni di carattere nazionale, ovvero emanate dagli organi del Dap”, scrive ancora l’organizzazione sindacale.

Misure per contrastare la pandemia nelle carceri

Ciò che l’Osapp chiede è che vi sia da parte del Dap “il coordinamento operativo delle misure e degli interventi da adottarsi per prevenire e contrastare il contagio ed in particolare il reiterato mantenimento senza limitazioni di sorta, da quanto si apprende, dei servizi di traduzione, di piantonamento nonché i colloqui “de visu” tra i detenuti e i familiari/congiunti, anche provenienti da regioni diverse”, rispetto al luogo dove è collocata la casa circondariale del detenuto.

I tamponi rapidi nelle carceri

I Ministero della Giustizia in data 10 novembre ha inviato una informativa indirizzata alle organizzazioni sindacali, al Corpo di Polizia Penitenziaria e agli altri responsabili delle case circondariali, con la quale informa l’invio di 15 mila tamponi rapidi da distribuire tra le carceri italiane.

Saranno i servizi sanitari interni alle carceri a effettuare il tampone, allo scopo di svolger e”attività di prevenzione mirata dei contagi”.

Non si tratta di uno “screening generalizzato” spiega l’informativa del Ministero, i tamponi dovranno essere usati per “veloci verifiche nei riguardi degli operatori in servizio nelle strutture nelle quali si sia registrato un focolaio del virus o comunque dei casi di positività con potenziali contatti stretti”.

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Carcere, Coronavirus
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