07:36 02 Dicembre 2020
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Le regioni italiane fanno appello agli albergatori per sistemare i pazienti Covid asintomatici o con pochi sintomi e alleggerire la pressione sugli ospedali. Ecco la mappa dei "Covid hotel" italiani.

Alberghi svuotati dai turisti che si trasformano in rifugio per i malati di Covid. È la soluzione adottata in molte regioni italiane per allentare la pressione sugli ospedali e per sistemare i pazienti paucisintomatici, con necessità di essere monitorati o di essere curati con l'ossigenoterapia, ma anche quelli asintomatici che non possono rispettare la quarantena nella propria abitazione privata.

La soluzione è stata adottata nel Lazio già nella prima fase della pandemia. Nella regione governata da Zingaretti sono almeno quindici le strutture alberghiere convertite per un totale, come riferisce l’Agi, di 800 posti letto disponibili. Tra questi ci sono lo Sheraton Parco de' Medici, che ospita i positivi in una struttura del complesso, poi il Pineta Palace Hotel, nei pressi del policlinico Agostino Gemelli, che ospita circa 100 pazienti provenienti in gran parte proprio dallo stesso ospedale. Altri hotel trasformati in reparti di degenza si trovano in zona Ottavia, al Laurentino, al Tuscolano e a Rebibbia.

Ma il Lazio non è l’unica regione ad aver fatto ricorso a questa soluzione per cercare di non sovraccaricare i nosocomi. L’agenzia di stampa Agi ha tracciato la mappa di tutti gli “hotel Covid” d’Italia. Il primo albergo trasformato in clinica, nel marzo scorso, fu l’hotel Michelangelo di Milano. Ora nel capoluogo lombardo c’è anche l’Astoria di viale Murillo, con 70 stanze a disposizione dei positivi. Altre strutture ricettive stanno accogliendo i pazienti Covid a Lodi e a Bergamo, mettendo a disposizione decine di posti letto.

In Piemonte l’hotel Bologna di corso Vittorio Emanuele a Torino, è l’unico che ha risposto al bando pubblicato lo scorso agosto e oggi ospita circa 40 positivi, perlopiù asintomatici, nelle sue camere. Presto, però, altre strutture potrebbero offrire la propria disponibilità alla regione, considerato anche il calo vertiginoso del fatturato, crollato dell’80 per cento nel 2020 rispetto all’anno precedente.

Anche la Liguria si sta attrezzando in questo senso. Dovrebbe arrivare in settimana lo sblocco di 270 posti letto in diverse strutture del territorio, tra cui caserme e istituti religiosi. Finora solo un hotel di via Ponte Calvi, a Genova, si occuperà di ospitare chi non può effettuare la quarantena a casa o deve essere monitorato pur non necessitando del ricovero in ospedale.

Disporre di “non meno di venti stanze arredate in ogni particolare dalla tv ad internet”, è invece uno dei requisiti richiesti dal bando destinato agli albergatori del Friuli Venezia Giulia che scadrà domani. I “Covid hotel” in Sardegna costeranno mezzo milione di euro da qui a fine dicembre. Sono 14 quelli che hanno risposto al bando dell’Ats, che finora ha stipulato un paio di convenzioni.

Anche in questa regione i requisiti da rispettare non sono pochi: la struttura deve essere completamente libera, garantire l’areazione, avere spazi aperti e wi-fi gratuito. Inoltre non sono ammessi gli alberghi con la moquette e la carta da parati. A gestire la formazione del personale degli hotel messi a disposizione dei pazienti Covid saranno Unità speciali di continuità assistenziale (Usca).

Nel capoluogo siciliano ad ospitare i positivi è una struttura confiscata alla mafia, il San Paolo Palace di Palermo che offre ricovero a circa 120 persone. Due sono invece gli hotel Covid di Catania che possono ospitare una cinquantina di persone.

La Puglia, dove in queste settimane si registra una pressione importante sugli ospedali, soprattutto della provincia di Bari e Foggia, ha fatto ricorso a tre strutture alberghiere del capoluogo, che ospiteranno non più i turisti ma i pazienti Covid almeno fino alla fine del 2020. Un altro Covid hotel si trova nel Foggiano, una delle aree finora più colpite dall’emergenza. Altre strutture sono state messe a disposizione a Lecce, Brindisi e in altre città pugliesi.

Nel centro Italia il neo governatore toscano, Eugenio Giani, ha promesso di sbloccare fino a 1.500 camere negli hotel. Per ora la disponibilità in questo tipo di strutture è di circa mille posti, suddivisi nei 31 alberghi della regione che si sono messi a disposizione. Per ora due terzi dei posti sono occupati. Nelle Marche qualche giorno fa è stato firmato un nuovo accordo con due hotel di Senigallia e Montecassiano, che si aggiungono alle 10 strutture che già ospitano pazienti positivi al Covid.

L’Umbria, invece, si sta organizzando con sopralluoghi della protezione civile per questa soluzione, con oltre venti strutture che hanno dato la loro disponibilità a sottoscrivere un accordo con la regione che porterà allo sblocco di 400 posti letto per pazienti che non presentano particolari criticità ma devono rispettare l’isolamento.

In Abruzzo la situazione più critica è a l’Aquila dove sono stati messi a disposizione 24 appartamenti del progetto 'CASE' di Roio, costruiti dopo il sisma del 2009. All’inizio di ottobre il governatore della Campania, Vincenzo De Luca, si era mosso in questo senso ma finora sono state individuate soltanto poche strutture che soddisfano i requisiti. Al momento l’unica disponibile nella regione è quella dell’Ospedale del mare, con circa 84 camere.

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