15:54 24 Novembre 2020
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Il ministro dell'Istruzione Lucia Azzolina prosegue la sua battaglia per mantenere le scuole in Italia aperte. Sono il luogo più sicuro e il tracciamento è il migliore possibile, afferma.

Il ministro della Pubblica Istruzione Lucia Azzolina si dice convinta che se si chiudono le scuole “noi rischiamo un disastro dal punto di vista psicologico, dello sviluppo formativo, sociologico, educativo di un bambino”, ha affermato intervenendo a Radio Anch’io, programma di Rai Radio Uno.

Azzolina non condivide la chiusura delle scuole e dice che i dati forniti indicano che nelle scuole “c’è il 3,5% di focolai rispetto a quelli di tutto il paese”, secondo i dati forniti dalle Asl all’Istituto superiore di sanità (Iss) e che quest’ultimo pubblica settimanalmente in un rapporto complessivo, spiega il ministro.

Rischi nella scuola minimi

“In questo momento gran parte della comunità scientifica ha più volte affermato che i rischi nella scuola sono veramente minimi e sono molto calcolati, grazie al lavoro che è stato fatto dalla nostra comunità scolastica”, dice ancora il ministro Azzolina.

Rischi minimi perché le regole a scuola ci sono e sono anche “molto rigide”, ricorda il ministro secondo il quale “stare a scuola significa sicuramente stare in un luogo molto protetto dove le regole vengono rispettate, fuori dalla scuola non so quanto questo accada”.

Test rapidi chiesti ad agosto

Azzolina afferma anche che il Ministero dell’Istruzione aveva chiesto i tamponi rapidi a scuola.

“Adesso so che il commissario Arcuri ne ha comprati 13 milioni. È importante fare i test rapidi nelle scuole, velocizzare le procedure perché questo significa evitare di mandare in quarantena intere classi. LA scuola è un formidabile strumento di tracciamento”, aggiunge il ministro.

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