08:17 02 Dicembre 2020
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Sarebbe entro la data del 17 novembre che il governo deciderà se estendere la zona rossa con annesso lockdown a tutta l'Italia. Per ora sembra esserci un leggero calo dei contagi.

Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte e il ministro della Salute Roberto Speranza avrebbero intenzione di estendere la zona rossa a tutta l'Italia senza un nuovo Dpcm, con la speranza di poter fare dietrofront, visto che nella pandemia di COVID-19 si registra qualche calo.

Ieri tuttavia si sono registrati 580 morti ed è per questo che si pensa a ulteriori chiusure in particolare con il passaggio alla zona arancione per il Veneto, la Campania, l'Emilia-Romagna e il Friuli Venezia Giulia.

Secondo la Protezione Civile ieri sono stati registrati 35.098 contagi e 580 morti, con 2.971 persone in terapia intensiva (+122). La Lombardia è la regione con più contagi, con 10.000 nuovi casi in 24 ore.

Quindi la nuova stretta potrebbe partire dal 15 al 17 novembre con il passaggio di alcune regioni da fascia gialla ad arancione, con l'imposizione di chiusure forzate per bar, ristoranti e di quasi tutti i negozi ma non per le imprese. Inoltre si vogliono convincere i sindaci della grandi città e i governatori restii a imporre misure più severe per motivi di popolarità. Nel caso quest'ultimo punto dovesse fallire le misure verranno imposte con ordinanze del ministero della Salute in concerto con la presidenza del Consiglio.

Secondo quanto riportato da La Repubblica, entro la data del 17 novembre l'esecutivo deciderà se uniformare le restrizioni regionali.

I medici richiedono il lockdown totale. In particolare le esortazioni al lockdown arrivano dalle organizzazioni di infermieri regionali, dall'Associazione anestesisti rianimatori ospedalieri (Aaroi), dalla fondazione Gimbe e dalla presidenza della Federazione degli ordini dei medici.  per ora il governo prevede che entro domenica 3/4 delle regioni diventeranno zona arancione o rossa, ma non esclude la chiusura completa.

Sulla questione del lockdown totale Conte si espresso in una intervista con La Stampa: 

"Ci sono forti criticità, la curva sta salendo. Ma io mi aspetto che nei prossimi giorni, anche per effetto delle nostre misure, cominci a flettere. In ogni caso, lo ribadisco: il lockdown generalizzato non può essere la nostra prima scelta, avrebbe costi troppo elevati, significherebbe dire al Paese che non abbiamo una strategia. E invece noi una strategia ce l’abbiamo, e ci aspettiamo che dia risultati a breve". 

Cosa prevede il precedente Dpcm

Il nuovo Dpcm è entrato in vigore il 6 novembre e  di fatto divide l'Italia in tre zone di rischio. Le regole prevedono difatti la suddivisione del territorio nazionale in tre fasce di rischio epidemiologico: rossa, arancione e gialla, con provvedimenti specifici in base alle criticità territoriali.

Mentre la zona rossa torna in lockdown e sulla zona arancione vengono imposte restrizioni severe agli spostamenti, anche interregionali, la zona gialla, quella con il rischio epidemiologico meno elevato, di fatto vedono degli irrigidimenti alle normative anti-contagio.

Il provvedimento impone il coprifuoco notturno su gran parte del territorio nazionale dalle 22 alle 5 del mattino, la chiusura dei centri commerciali la domenica e i festivi, la riduzione al 50% della capienza dei mezzi pubblici, il ritorno alla didattica a distanza per le classi degli istituti superiori e all'università e la chiusura di mostre e musei.

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