16:57 28 Novembre 2020
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Gattegna, tre volte presidente dell’Unione delle Comunità ebraiche italiane, è morto all'età di 81 anni. Secondo 'La Repubblica' aveva contratto il coronavirus. Il cordoglio dell'Ucei, del rabbino capo di Roma Di Segni e dei vertici delle istituzioni.

Morto a Roma all'età di 81 anni Renzo Gattegna, ex presidente dell’UCEI, Unione delle Comunità ebraiche italiane. Ad annunciarlo è 'Moked', portale dell’ebraismo italiano.

Gattegna era stato presidente dell’organizzazione per tre mandati, dal 2006 al 2016. Secondo il sito Repubblica.it aveva contratto il coronavirus.

Avvocato civilista, si è contraddistinto per la sua difesa dei principi di laicità dello stato e di eguaglianza delle minoranze, impegnandosi a combattere l’estremismo religioso e a contrastare l'isolamento delle comunità ebraiche. Dialogo e mediazione le sue stelle guida.

Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha inviato alla famiglia un messaggio di condoglianze, nel quale ricorda "l’impegno profuso con intelligenza, garbo ed equilibrio durante i lunghi anni vissuti alla guida dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane".

Giunto anche il tweet del premier Conte, che lo ha ricordato come "un faro non solo per l'ebraismo italiano ma per tutta la nostra società".

​Il segretario del PD Nicola Zingaretti ha fatto riferimento ai "momenti di confronto e condivisione in cui ho avuto modo di conoscere meglio Renzo, una persona perbene che mancherà a tutti".

​Cordoglio espresso anche dall'Ucei attraverso il presidente Noemi Di Segni.

“Il suo ultimo respiro e sguardo è stato quello di sempre, quello di chi ha guidato le comunità ebraiche italiane con rettitudine, professionalità e infinita dedizione, con visione e determinazione per far conoscere l’immensità del nostro popolo e delle nostre tradizioni, per essere in ogni momento e luogo di esempio agli altri. Un esempio di come si è profondamente ebrei nella vita istituzionale, relazionale, professionale e familiare", il suo messaggio.

Giunto anche il messaggio di commiato del rabbino capo di Roma, Riccardo Di Segni.

"La sua attività si è caratterizzata per la dedizione costante e per uno stile pacato ma deciso e mai rinunciatario, cercando sempre di mettere d’accordo le diversità e costruire insieme, guidato da una forte fede nei valori e nelle istituzioni che amministrava e rappresentava", il suo ricordo.
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