03:34 28 Novembre 2020
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Pierpaolo Sileri non esclude un totale cambio di scenario e un lockdown totale a partire dal 15 novembre prossimo se la curva epidemiologica non si dovesse appiattire nelle prossime settimane.

Abbandonare il sistema dell’Italia divisa in zone colorate dopo poco più di una settimana dall’introduzione per passare direttamente a un lockdown generalizzato e nazionale? Il viceministro alla Salute Pierpaolo Sileri non lo esclude rispondendo a una domanda che gli viene posta da Rainews.

“Tutto dipende dall’andamento del virus in risposta anche alle ultime misure, non solo al dpcm ma anche all’obbligo mascherine all’aperto che molte regioni avevano già introdotto”, dice il viceministro.

Sileri si augura ovviamente un “appiattimento della curva” epidemiologica ma se non dovesse essere così è naturale che “serviranno misure più diffuse, e non andrei oltre il 15 – 20 novembre”, afferma Sileri. Però poi aggiunge anche che “non è ciò che sta accadendo”, che non siamo cioè in uno scenario di “rapido peggioramento”.

Il Fnomceo aveva invece chiesto un lockdown immediato, richiesta avanzata anche dall’ordine degli infermieri e da molte altre categorie.

Siamo in ritardo

Secondo Carlo Palermo, segretario nazionale di Anaao Assomed, sindacato dei medici ospedalieri”, il sistema nazionale è “in enorme ritardo e non possiamo più assister a questo rimpallo di responsabilità tra Regioni e governo”.

Il rischio che si possa tornare a scegliere chi intubare e chi no vissuto nel primo periodo, secondo Palermo, potremmo riviverlo anche in questa fase.

L’appello di Zaia

Accorato, intanto, l’appello di Zaia a comportamenti civici da parte dei veneti. Perché se non credono che ci sia emergenza, allora ci rivedremo in ospedale e chiede di rinunciare allo spritz domenicale e di assumere atteggiamenti responsabili a quei veneti che ancora non hanno capito.

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