17:59 28 Novembre 2020
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Secondo la Corte di Giustizia dell'Unione Europea per quasi dieci anni, "dal 2008 al 2017, i valori limite giornalieri e annuali fissati per le particelle di Pm10 sono stati superati in maniera molto regolare" in molte città italiane.

Italia bocciata dalla Corte di Giustizia dell’Unione europea sulla qualità dell’aria. Secondo l’organismo, interpellato dalla Commissione Ue che ha accusato il nostro Paese di non rispettare le norme in materia, in quasi dieci anni, “dal 2008 al 2017 compreso, i valori limite giornalieri e annuali fissati per le particelle di Pm10 sono stati superati in maniera molto regolare" in molte città italiane.

Il contenzioso, ricostruisce RaiNews24, è nato nel 2014, quando i vertici dell’Unione hanno aperto una procedura di infrazione contro l’Italia per la scarsa qualità dell’aria sul territorio. Il nostro Paese aveva fornito dei chiarimenti, che però erano stati giudicati insufficienti, spingendo la Commissione, nell’ottobre del 2018, a fare ricorso alla Corte di Giustizia.

Nella sentenza, citata dall’agenzia di stampa Agi, che rappresenta il termine della prima fase della procedura, viene rimproverato all’Italia di non aver messo in campo “misure tempestive" per abbassare i livelli di particolato.

Per la Corte l’Italia non avrebbe recepito la direttiva sulla qualità dell’aria, violando le regole per quasi dieci anni. L’accusa principale è quella di non aver messo in campo misure adeguate e in linea con le richieste dell’Ue.

Poi c’è il capitolo dedicato all’utilizzo dei fondi strutturali di investimento. Anche qui l’Italia è fanalino di coda in Europa con l’utilizzo del 30 per cento circa del budget disponibile per lo sviluppo green, a fronte di una media europea del 40 per cento. Tra i tassi di assorbimento peggiori c’è quello del Fondo europeo per gli affari marittimi e la pesca (Feamp), al 29 per cento, mentre è andata meglio al Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale (Feasr), che è stato assorbito per il 50 per cento.

Nella classifica europea peggio dell’Italia c’è soltanto la Croazia. Meglio del nostro Paese nella performance sull’utilizzo dei fondi strutturali ci sono anche Spagna, Slovacchia, e Malta. In testa alla classifica, con l’assorbimento dell’80 per cento dei fondi a disposizione, c’è la Finlandia. Sul podio anche Irlanda e Lussemburgo, mentre l’Austria si piazza al quarto posto.

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