03:14 04 Dicembre 2020
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Luca Zaia bacchetta quei "pochi" veneti che non hanno intenzione di rispettare le regole e che negano l'esistenza del problema sanitario: 'ci daremo appuntamento alle porte dell’ospedale'.

Luca Zaia, presidente della Regione Veneto interviene duramente contro chi nel Veneto non ha alcuna intenzione di rispettare le normative e di aiutare la regione a superare il momento critico.

“Sono imbarazzanti le foto che hanno girato per questo fine settimana, di piazze strapiene dove comunque si vive come non ci fosse un domani”, ha esordito Zaia nel riprendere quei “pochi” veneti che non rispettano le regole.

E poi aggiunge che per colpa di pochi ci rimetteranno tutti. “Io penso che la stragrande maggioranza dei veneti sia gente per bene e sta utilizzando le mascherine – afferma –, ma per colpa di pochi tutti rischiamo di rimetterci.”

Poi diventa ancora più duro e richiama quanti nella sua regione vivono come se non vi fossero problemi e come se quanto accade è lontano da loro.

“Possibile che si vive solo con il contesto del benessere, e nessuno si pone il problema che al di là del fossato c’è un ospedale pieno di pazienti?”

E poi se la prende con i negazionisti in modo energico

“Non veniteci a dire che è tutta una invenzione, perché muoiono una ventina di persone al giorno (nel Veneto, ndr). E non veniteci neanche a dire: ‘Ma l’età…ma la comorbilità, ma le patologie...’ Perché tutti hanno diritto di vivere.”

Zaia chiede rispetto per le persone che stanno male e per i sanitari che sono in corsia e rischiano la propria vita per curare gli altri.

Una domenica senza lo spritz

“Non è che se saltiamo una domenica di spritz casca il mondo. Questo momento è esattamente quello che bisogna fare: o andare a passeggiare dove non c’è gente, o stare a casa.”

L’alternativa dice Zaia? “Inevitabile che ci daremo appuntamento alle porte dell’ospedale.”

Non fate polemiche poi

“E poi non veniteci a dire che c’è la brandina nel corridoio: ‘Che indignazione’; ‘Ecco la civiltà’; ‘Guarda come curano i pazienti’…” perché prosegue Zaia, “ogni struttura organizzata ha un punto di non ritorno.”

“Non è che il problema della gestione degli ospedali – aggiunge ancora Zaia – è un problema degli altri. Non esistono gli altri. Esiste la comunità.”

Un problema personale

“Ho come l’impressione che il problema da comune sia diventato individuale. Ma se passa sto principio, guardate davvero ci infiliamo nei guai. Non è che l’alternativa a un locale chiuso, sia trovare un capannone dove andare a fare festa”, rimprovera il presidente della Regione Veneto.

“Forse non si è capito di cosa si sta parlando. 2500 morti (nel solo Veneto, ndr) sono un paese che se ne è andato. Un Comune che se ne è andato.”

“L’appello ai cittadini è di essere della squadra”, conclude Zaia sottolineando come “questa non è politica, questo è senso civico”.

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Coronavirus, Luca Zaia
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